LA BATTAGLIA DI MARATONA
Versione di greco
TRADUZIONE dal libro Greco terza edizione - pag. 182 n. 49
TRADUZIONE n. 1
Poichè accadeva che i Persiani avevano intenzione di gettarsi verso l'Attica con un immenso esercito gli Ateniesi inviavano dei messaggeri a Sparta per avere aiuto. Però gli Spartani rifiutavano di mandare aiuto, poiché dicevano essere necessario aspettare il giorno della luna piena. Nel frattempo i Persiani avanzavano e schieravano l'esercito nella pianura Maratona. Gli Ateniesi riconoscevano di essere pochi, ma non solo resistevano a un esercito decuplo, ma anche correvano per primi contro i barbari su consiglio di Milziade. Gli storici dicono che nella battaglia i Persiani volgevano alla fuga i nemici nel centro, poi gli Ateniesi circondavano dai lati e distruggevano i barbari. Gli dei partecipavano alla guerra contro i Persiani, poiché i barbari erano ingiusti. Dopo la sconfitta i barbari tentavano di gettarsi verso Atene per mare, i soldati di Miliziade precedevano l'irruzione dei barbari e innalzavano il trofeo della vittoria.
Traduzione numero 2
Quando accadde che i Persiani stavano per piombare in Attica con un innumerevole esercito, gli Ateniesi inviarono degli ambasciatori a Sparta per il soccorso. Ma gli Spartani si rifiutarono di inviare il soccorso poiché dicevano che era necessario attendere il giorno di luna piena. Nel frattempo i Persiani assalirono e schierarono l'esercito nella pianura di Maratona. Dunque, gli Ateniesi sapevano di essere pochi ma non solo si opposero ad un esercito dieci volte più grande, ma anche per primi su consiglio di Milziade si mossero contro i barbari. Gli storici dicono che nella battaglia i Persiani volsero in fuga gli avversari nel centro, invece, gli Ateniesi dai lati circondarono i barbari e li fecero a pezzi. Anche gli dei presero parte alla battaglia contro i Persiani per il fatto che i barbari divennero empi. Dopo la sconfitta i Persiani cercarono di penetrare via mare ad Atene ma i soldati di Milziade prevennero l'assalto dei barbari e innalzarono un trofeo della vittoria.