Ο Αγησιλαος εκρατει την ηδονων υφ' ων κρατουνται οι αλλοι ανθρωποι. Ο δε ομοιως ωετο χρηναι απεχεσθαι μεθης και λαιμαργιας ... Αγησιλαος πονων μεν ηγαλλετο ραστωνην δε ου προσιετο.(dall'Agesilao di Senofonte)
Agesilao dominava i piaceri dai quali sono dominati gli altri uomini. Egli ugualmente intendeva di potersi astenere dall’ubriachezza e dall’ingordigia, cibandosi ugualmente per convenienza e per errore. Prendeva sonno considerandolo non sovrano ma suddito e temeva se non aveva lo stesso giaciglio con gli amici; infatti comandava allo stratega che conveniva essere superiori ai propri amici non per mancanza di vigore, ma per fermezza. Egli era superiore agli altri per fermezza del caldo e del freddo e, quando accadeva all’esercito di soffrire, sopportava fatiche a fianco agli altri perché pensava che ciò era di conforto ai soldati. Agesilao sopportando fatiche si rallegrava, non ammetteva indolenza.