Νικιας, επειδη ημερα εγιγνετο, ηγε την στρατιαν· οι δε Συρακοσιοι και οι συμμαχοι προσεκειντο τον αυτον τροπον βαλλοντες βελη πανταχοθεν ...8. Νικιαν και Δημοσθενη οι Συρακοσιοι απεσφαζον, ακοντος του Γυλιππου.
Nicia, quando fu giorno, condusse avanti l’esercito: i Siracusani e gli alleati li incalzavano allo stesso modo scagliando da ogni parte giavellotti. Gli Ateniesi si affrettavano verso il fiume Assinaro sia costretti dall’assalto di numerosi cavalieri e dal resto della massa, sia a causa della sofferenza e del desiderio dell’acqua. Quando gli Ateniesi arrivavano (lett. arrivano) al fiume, si precipitavano (lett. si precipitano) senza ordine ma ognuno volendo passare per primo ed i nemici che premevano rendevano (lett. rendono) difficile attraversare. Nel fiume gli Ateniesi costretti ad avanzare tutti insieme cadevano (lett. cadono) gli uni sugli altri e si calpestavano, ed alcuni cadevano sui giavellotti e i bagagli morivano subito, altri invece perché si imbrigliavano cadevano giù. I Siracusani colpivano con i giavelloti gli Ateniesi dall’alto, mentre bevevano contenti ed erano nel fiume; i Peloponnesiaci piombando addosso li massacravano nel fiume. L’acqua si mescolava col samgue dei morti e subito si moriva, ma si beveva ed era contesa dagli uomini. Alla fine, poiché c’erano nel fiume non pochi cadaveri, Nicia si arrende a Gilippo. Gilippo ordinò di fare prigionieri gli Ateniesi, alcuni di loro fuggirono a Catania, i più invece vennero condotti nelle latomie, dove subirono terribili sofferenze. I Siracusani uccisero Nicia e Demostene, contro il volere di Gilippo. (by Stuurm)