Gymnasmata 2 Pagina 98 Numero 6
Inizio: Ό Ίάσων και Μήδεια ἧκον εις Κόρινθον, και δέκα μέν ἒτη διετέλουν εύτυχοῦντες,...Fine: Αίήτην υπό τοῦ άδελφοῦ Πέρσου τῆς βασιλείας στερούμενον ἒκτεινε Πέρσην και τῷ πατρι τήν βασιλείαν άποκατέστησεν.
Giasone Medea e giungevano a Corinto e trascorrevano dieci anni essendo felici, e di nuovo promettendo il re di Corinto Creonte la figlia Glauce a Giasone poiché Giasone abbandò Medea, sposava Glauce. Medea quindi, avendo invocato gli dei cui Giasone fece voto e avendo spesso accusato l'ingratitudine di Giasone, mandò alla sposa un peplo preparato con veleni. Glauce avendo indossato il peplo, si bruciò con un fuoco violento insieme al padre che l'aiutava. Medea uccideva i figli che ebbe da Giasone, Mermero e Fefeta, e avendo preso da Elio il carro dei dragoni alati fuggendo su questo andò ad Atene. Altri dicono anche che fuggendo lasciò i figli che erano ancora piccoli, dopo averli fatti sedere supplichevoli presso l'altare di Era protettrice delle alture. I Corinzi avendoli fatti alzare coprirono di ferite. Medea giungeva ad Atene, qui sposando Egeo genera(va) un figlio Medo. In seguito tendendo insidie a Teseo, veniva messa in fuga dagli Ateniesi insieme al figlio. Ma questi avendo prevalso su molti barbari ordinò di scacciare Medea da tutta la sua regione, e avendo avendo fatto una spedizione militare contro gli Indiani, morì; Medea andò in Colchide non riconosciuta, e avendo incontrato Eeta che era stato privato del regno dal fratello Perse uccideva Perse e restituì il regno al padre. (By Stuurm)