Hellenikon Phronema numero 593 pagina 330
πλησίον δὲ ἱερὸν θεῶν ἐστιν ἃς καλοῦσιν Ἀθηναῖοι Σεμνάς, Ἡσίοδος δὲ Ἐρινῦς ἐν Θεογονίᾳ. πρῶτος δέ σφισιν Αἰσχύλος δράκοντας ἐποίησεν ὁμοῦ ταῖς ἐν τῇ κεφαλῇ θριξὶν εἶναι· τοῖς δὲ ἀγάλμασιν οὔτε τούτοις ἔπεστιν οὐδὲν φοβερὸν οὔτε ὅσα ἄλλα κεῖται θεῶν τῶν ὑπογαίων. κεῖται δὲ καὶ Πλούτων καὶ Ἑρμῆς καὶ Γῆς ἄγαλμα· ἐνταῦθα θύουσι μὲν ὅσοις ἐν Ἀρείῳ πάγῳ τὴν αἰτίαν ἐξεγένετο ἀπολύσασθαι, θύουσι δὲ καὶ ἄλλως ξένοι τε ὁμοίως καὶ ἀστοί. ἔστι δὲ καὶ ἐντὸς τοῦ περιβόλου μνῆμα Οἰδίποδος, πολυπραγμονῶν δὲ εὕρισκον τὰ ὀστᾶ ἐκ Θηβῶν κομισθέντα·
Vicino vi è un tempio delle dee che gli Ateniesi chiamano “Venerande”. Esiodo invece (le chiama) “Erinni” all’interno della Teogonia. Eschilo per primo colloca a queste serpenti con i capelli sulla testa; ma circa le statue, né queste hanno niente di spaventoso né quante altre sono degli dei sotterranei. Vi si trovano poi anche Plutone ed Ermes e una statua di Gea; qui sacrificano coloro ai quali è riuscito nell’Areopago essere assolti dalla colpa, e sacrificano inoltre stranieri e in egual modo anche i cittadini. All’interno del recinto c’è anche la tomba di Edipo ed io, indagando, ho trovato le ossa portate da Tebe. da Pausania