Ἐπειδὴ δ᾽ οὖν δι᾽ ἡμέρας βάλλοντες πανταχόθεν τοὺς Ἀθηναίους... ἐπὶ τὸν ποταμὸν τὸν Ἐρινεόν, καὶ διαβὰς πρὸς μετέωρόν τι καθῖσε τὴν στρατιάν. (da Tucidide)
Poichè quindi per tutto il giorno colpivano (lett participio "colpendo") in ogni modo gli Ateniesi e gli alleati li vedevano già distrutti dalle ferite e da altre sofferenze, Gilippo e i Siracusani facevano un editto e in un primo tempo gli alleati degli isolani [chiedendo] se qualcuno voleva andare per (sott "conservare") la libertà dalla loro parte (lett verso di loro); ed alcune città si staccarono (sott "dagli Ateniesi) ma non molte. Poi dopo [facevano un editto] per tutti gli altri che erano in accordo con Demostene In modo che consegnassero le armi e che nessuno morisse, né per violenza né per imprigionamenti, né per mancanza della più estrema necessità di vita. E seimila si consegnarono tutti. (...) Ma Nicia e quelli con lui, in quel giorno, giungono presso il fiume Erineo e, dopo averlo attraversato collocarono l'esercito su un punto elevato.
(By Vogue)