Εντευθεν εξελαυνει δια της Συριας και αφικνουνται προς τον Αραξην ποταμον. Ενταυθα ησαν κωμαι πολλαι μεσται σιτου και ονου κα εμεινον ημερας τρεσι και επεσιτιζοντο. ... Τα δε κρεα των αλισκομενων ην παραπλησια τοις ελαθειοις, απαλωτερα δε.

Da qui avanzò per la Siria e giunge al fiume Arasse. Qui c’erano molti villaggi pieni di cibo e di vino e rimasero tre giorni e si rifornirono di viveri. Da qui avanzò per l’Arabia avendo a destra il fiume Eufrate. In questo luogo la terra era tutta una pianura, uniforme come il mare, piena (di piante) di assenzio; non vi erano alberi, svariati animali, moltissimi asini selvatici, molti struzzi; e c’erano anche otarde e gazzelle; i cavalieri talvolta cacciavano questi animali. E gli asini, quando uno li inseguiva, dopo aver corso avanti, si fermavano; correvano infatti molto più velocemente dei cavalli; e poi quando i cavalli si avvicinavano, facevano la stessa cosa, ed era difficilissimo catturare. Le carni di quelli che erano catturati era molto più simile a quelle dei cervi, però più tenere. (by Stuurm)

ULTERIORE PROPOSTA DI TRADUZIONE

Da qui avanzò per la Siria e giunge al fiume Arasse. Qui c’erano molti villaggi pieni di cibo e di vino e rimasero tre giorni e si rifornirono di viveri. Da qui Ciro marcia attraverso l'Arabia, avendo a destra il fiume Eufrate in sole 5 soste per 35 parasanghe. In questo luogo c'era una distesa tutta piana, come un mare, piena d'assenzio e non c'era (ἐνῆν imperf ἔνειμι) altro se non qualche (τῐς, τῐ gen) cespuglio o (qualche) canna, tutte le cose erano odorose, quasi profumate, non c'era nessun albero, ma (δὲ) [c'erano] belve di ogni genere, moltissimi asini selvatici, molti struzzi*. C'erano anche otarde (ὠτίς -ίδος) e gazzelle** (δορκάς -άδος, la scelta cade su questo vocabolo rispetto a caprioli e a antilopi riportate sul vocabolario, perché sappiamo che un tempo l'Asia Minore era molto popolata da questo animale e non dagli altri). I cavalieri a volte inseguivano queste bestie. E gli asini (διώκοι, διώκω 3a sg pres ott att), ogni qualvolta qualcuno li inseguiva, dopo aver corso avanti si arrestavano, correvano infatti molto più veloci dei cavalli; e di nuovo ogni qual volta che i cavalli si avvicinavano (πλησιάζοιεν, πλησιάζω 3a pl pres ott att) facevano la stessa cosa e non era possibile raggiungerli, se non essendosi posti a distanza (διαστάντες διίστημι part aor), dandosi il cambio (διαδεχόμενοι part pres διαδέχομαι) i cavalieri (θηρῷεν, θηράω ott pres 3a pl) li catturavano. Le carni di quelli che venivano catturati erano pressochè uguali a quelle dei cervi ma più morbida.

Versione tratta da Senofonte, Anabasi libro 1 capitolo 5 passim 1 e 2

(Traduzione di Anna Maria Di Leo che concede la sua traduzione solo ed esclusivamente al sito skuolasprint. it)

Note del traduttore

* Letteralmente Senofonte scrive "molti passeri quelli grandi" che saranno poi chiamati struzzi.
** δορκάς -άδος, la scelta di traduzione cade sul vocabolo "gazzelle" rispetto a caprioli e a antilopi riportati sul vocabolario, perché sappiamo che un tempo l'Asia Minore era molto popolata da questo animale piuttosto che dagli altri indicati nel vocabolario.