Senofonte a Perinto versione greco
Libro Mythos pagina 150 numero 18
ἤδη δὲ ὄντων πρὸς τῷ τείχει ἐξαγγέλλει τις τῷ Ξενοφῶντι ὅτι εἰ εἴσεισι, συλληφθήσεται καὶ ἢ αὐτοῦ τι πείσεται ἢ καὶ Φαρναβάζῳ παραδοθήσεται. ὁ δὲ ἀκούσας ταῦτα τοὺς μὲν προπέμπεται, αὐτὸς δὲ εἶπεν ὅτι θῦσαί τι βούλοιτο. καὶ ἀπελθὼν ἐθύετο εἰ παρεῖεν αὐτῷ οἱ θεοὶ πειρᾶσθαι πρὸς Σεύθην ἄγειν τὸ στράτευμα. ἑώρα γὰρ οὔτε διαβαίνειν ἀσφαλὲς ὂν τριήρεις ἔχοντος τοῦ κωλύσοντος, οὔτ' ἐπὶ Χερρόνησον ἐλθὼν κατακλεισθῆναι ἐβούλετο καὶ τὸ στράτευμα ἐν πολλῇ σπάνει πάντων γενέσθαι ἔνθα πείθεσθαι μὲν ἀνάγκη τῷ ἐκεῖ ἁρμοστῇ, τῶν δὲ ἐπιτηδείων οὐδὲν ἔμελλεν ἕξειν τὸ στράτευμα. Καὶ ὁ μὲν ἀμφὶ ταῦτ' εἶχεν· οἱ δὲ στρατηγοὶ καὶ οἱ λοχαγοὶ ἥκοντες παρὰ τοῦ Ἀριστάρχου ἀπήγγελλον ὅτι νῦν μὲν ἀπιέναι σφᾶς κελεύει, τῆς δείλης δὲ ἥκειν· ἔνθα καὶ δήλη μᾶλλον ἐδόκει ἡ ἐπιβουλή.
Quando sono ormai nelle vicinanze della cinta, qualcuno avverte Senofonte (letteralmene dativo): se avesse messo piede in città, l'avrebbero arrestato, per poi condannarlo a morte sul posto oppure consegnarlo nelle mani di Farnabazo. Allora Senofonte manda gli altri in avanti, con la scusa di voler celebrare un sacrificio. Tornato indietro, immola vittime per sapere se gli dèi lo assistevano nel suo tentativo di condurre l'esercito da Seute. Era consapevole delle difficoltà della traversata, perché chi gliela voleva impedire disponeva di triremi; del resto, non intendeva andare a chiudersi nel Chersoneso, dove l'esercito si sarebbe trovato a corto di tutto e avrebbe dovuto sottostare, per forza di cose, all'armosta della regione; le truppe inoltre non avrebbero avuto neppure la possibilità di rifornire l'esercito di vettovaglie. Tali pensieri rimuginava Senofonte. Intanto gli strateghi e i locaghi, di ritorno dall'incontro con Aristarco, annunciavano che per il momento li aveva congedati, ma dovevano ripresentarsi nel pomeriggio: era ancor più chiaro che si trattava di una trappola.