GLI ATENIESI ESPUGNANO A TRADIMENTO BISANZIO VERSIONE DI GRECO di Senofonte TRADUZIONE dal libro Triakonta

καὶ Φαρνάβαζος μὲν τούτους ἦγεν· οἱ δὲ Ἀθηναῖοι τὸ Βυζάντιον ἐπολιόρκουν περιτειχίσαντες, καὶ πρὸς τὸ τεῖχος ἀκροβολισμοὺς καὶ προσβολὰς ἐποιοῦντο. ἐν δὲ τῶι Βυζαντίωι ἦν Κλέαρχος Λακεδαιμόνιος ἁρμοστὴς καὶ σὺν αὐτῶι τῶν περιοίκων τινὲς καὶ τῶν νεοδαμώδων οὐ πολλοὶ καὶ Μεγαρεῖς καὶ ἄρχων αὐτῶν Ἕλιξος Μεγαρεὺς καὶ Βοιωτοὶ καὶ τούτων ἄρχων Κοιρατάδας. οἱ δ᾽ Ἀθηναῖοι ὡς οὐδὲν ἐδύναντο διαπράξασθαι κατ᾽ ἰσχύν, ἔπεισάν τινας τῶν Βυζαντίων προδοῦναι τὴν πόλιν. Κλέαρχος δὲ ὁ ἁρμοστὴς οἰόμενος οὐδένα ἂν τοῦτο ποιῆσαι, καταστήσας δὲ ἅπαντα ὡς ἐδύνατο κάλλιστα καὶ ἐπιτρέψας τὰ ἐν τῆι πόλει Κοιρατάδαι καὶ Ἑλίξωι, διέβη παρὰ τὸν Φαρνάβαζον εἰς τὸ πέραν, μισθόν τε τοῖς στρατιώταις παρ᾽ αὐτοῦ ληψόμενος καὶ ναῦς συλλέξων, αἳ ἦσαν ἐν τῶι Ἑλλησπόντωι ἄλλαι καταλελειμμέναι φρουρίδες ὑπὸ Πασιππίδου καὶ ἐν Ἀντάνδρωι καὶ ἃς Ἀγησανδρίδας εἶχεν ἐπὶ Θράικης, ἐπιβάτης ὢν Μινδάρου, καὶ ὅπως ἄλλαι ναυπηγηθείησαν, ἁθρόαι δὲ γενόμεναι πᾶσαι κακῶς τοὺς συμμάχους τῶν Ἀθηναίων ποιοῦσαι ἀποσπάσειαν τὸ στρατόπεδον ἀπὸ τοῦ Βυζαντίου. ἐπεὶ δ᾽ ἐξέπλευσεν ὁ Κλέαρχος, οἱ προδιδόντες τὴν πόλιν τῶν Βυζαντίων, Κύδων καὶ Ἀρίστων καὶ Ἀναξικράτης καὶ Λυκοῦργος καὶ Ἀναξίλαος

Traduzione n. 1

Gli ateniesi, dopo aver costruito un muro, assediavano Bisanzio sia lanciando giavellotti contro le mura sia facendo assalti. A Bisanzio c’era l’armosta degli spartani Clearco insieme ad alcuni abitanti delle città vicine sia Megaresi sia Beati. Gli ateniesi, poiché non potevano fare niente con la forza, convinsero alcuni dei Bizantini a tradire la città. L’armosta Clearco, che non credeva che qualcuno avrebbe potuto commettere questo, sistemato tutto come meglio poté e affidate le cose nella città a Ceratade ed Ellesio andò presso Farnabazo dall’altra parte per ricevere il denaro da parte sua per i soldati e per riunire delle navi. Dopo che Clearco era salpato coloro che tradirono la città dei Bizantini furono Cidone, Aristone, Anassiorate, Licurgo e Anassilao, che condannato a morte in seguito a Sparta per tradimento, sfuggì a questa perché si era difeso sostenendo che non tradiva la città ma l’aveva salvata, vedendo bambini e donne che morivano di fame: per questo, dunque, disse che aveva fatto entrare i nemici, non per denaro né perché odiava gli spartani.

traduzione n. 2

Mentre Farnabazo li accompagnava presso il Re, gli Ateniesi, dopo aver costruito tutt'intorno uno sbarramento, assediavano Bisanzio e ne attaccavano le mura sia con assalti ravvicinati sia con lanci a distanza. A Bisanzio c'era l'armosta spartano Clearco con dei perieci, 85 un esiguo numero di neodamodi, 86 dei Megaresi con a capo Elisso di Megara e dei Beoti al comando di Cheratada. Non riuscendo a concludere niente con il solo uso della forza, gli Ateniesi convinsero dei Bizantini a tradire la città. L'armosta Clearco, che non pensava che qualcuno avrebbe potuto commettere un atto del genere, sistemato tutto come meglio potè, affidò la città a Cheratada ed Elisso, quindi si recò sul continente per ricevere da Farnabazo lo stipendio per i soldati e riunire un certo numero di navi: tanto quelle lasciate indietro da Pasippida in diversi punti dell'Ellesponto con compiti di sorveglianza, quanto quelle che Agesandrida, luogotenente di Mindaro, aveva in Tracia; intendeva anche costruirne altre ad Antandro e, una volta riunitele tutte, compiere azioni di disturbo contro gli alleati di Atene, costringendone così le truppe a ritirarsi da Bisanzio. Partito Clearco, coloro che tradirono la città furono Cidone, Aristone, Anassicrate, Licurgo e Anassilao.