UNA SOSTA PIACEVOLE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Triakonta

INIZIO: οι ελληνες αφικοντο εις βασιλεια και κωμας περιξ πολλας...
CENTRO: ενταυθα ειχον τα επιτηδεια οσα εστιν αγαθα...
FINE: και ηδονη ησαν επι τασ στεγας και τα επιτηδεια.

TRADUZIONE

I greci giunsero alla reggia e ai villaggi tutt'attorno, pieni di viveri d'ogni genere. I Greci si accamparono. Di notte scese una fitta nevicata, per cui all'alba si decise di alloggiare i vari reparti, con il rispettivo stratego, villaggio per villaggio: non si scorgeva infatti nessun nemico all'orizzonte e ci si riteneva al sicuro per via dell'alta coltre di neve. Lì avevano beni di ogni sorta: bestiame, farina, vini invecchiati dal profumo inebriante, uva passa, legumi d'ogni genere. Ma alcuni soldati, allontanatisi alla spicciolata dall'accampamento, riferirono di aver scorto molti fuochi sfavillare nella notte. Gli strateghi allora giudicarono che non fosse sicuro rimaner acquartierati separatamente, ma che fosse meglio raccogliere di nuovo l'esercito. Si procedette dunque all'operazione: il cielo sembrava volgere al sereno. Ma nel corso della notte scese nella zona una nevicata senza fine, tanto da coprire le armi e gli uomini che giacevano sdraiati. Nel manto di neve rimasero intricate anche le bestie da soma. I soldati esitavano fortemente a levarsi in piedi: sui corpi distesi la neve caduta, se non si era già sciolta, infondeva calore. Allora Senofonte, nudo, trovò il coraggio di alzarsi e cominciò a spaccar legna. Ben presto uno si levò in piedi, poi un altro ancora, che gli tolse di mano la scure e continuò il lavoro. A quel punto si alzarono anche gli altri, accesero il fuoco e si unsero d'olio. Lì avevano infatti trovato unguenti in quantità, che venivano impiegati al posto dell'olio d'oliva: grasso di maiale, olio di sesamo, di mandorle amare o di terebinto. Trovarono anche essenze profumate, tratte dalle stesse sostanze. Dopo di che, si decise di alloggiare nuovamente divisi nelle case. Allora i soldati, tra grida di gioia, si precipitarono alle abitazioni e sui viveri: chi prima, al momento di lasciare le case, le aveva incendiate, spinto dalla propria insensatezza, la pagò cara, perché fu costretto ad accontentarsi di un alloggio scomodo. Di notte, quindi, mandarono alcuni uomini, guidati da Democrate di Temno, a perlustrare i monti, dove i soldati allontanatisi dal campo avevano detto di aver avvistato i fuochi. Egli infatti già in passato era parso sempre attendibile: se diceva che c'era una cosa, c'era; se diceva che non c'era, non c'era. Al suo ritorno disse di non aver visto nessun fuoco, ma condusse con sé un prigioniero che portava un arco persiano, una faretra e un'ascia di foggia uguale a quelle delle Amazzoni. Gli chiesero di dove fosse; rispose che era persiano e che si era spinto lontano dal campo di Tiribazo in cerca di viveri. Gli domandarono quale fosse la consistenza del loro esercito e a quale scopo l'avessero radunato. Rispose che Tiribazo aveva con sé i propri effettivi e truppe mercenarie, Calibi e Taochil: si teneva pronto per un agguato ai Greci durante il valico del monte. C'era un passaggio obbligato tra le gole montane: avrebbe teso lì la trappola. Udite le sue parole, gli strateghi decisero di radunare l'esercito. Lasciarono sùbito delle sentinelle e posero Sofeneto di Stinfalo a capo delle truppe che restavano al campo, poi s'incamminarono, tenendo come guida il prigioniero. Quand'ebbero valicato i monti, i peltasti si spinsero in avanti e avvistarono il campo nemico: non attesero gli opliti, ma corsero verso l'accampamento nemico tra le grida. I barbari, non appena udirono i clamori, non rimasero sul posto, ma si diedero alla fuga: tuttavia i peltasti ne uccisero alcuni e catturarono una ventina di cavalli, la tenda di Tiribazo, dove trovarono divani con i piedi d'argento, calici e dei servi che dicevano di essere fornai e coppieri. Quando seppero dell'accaduto, gli strateghi degli opliti decisero di rientrare al campo per la via più breve, nel timore di un attacco contro il contingente là rimasto. Sùbito richiamarono con la tromba le truppe e si allontanarono. Giunsero al campo in giornata.