Verso Itaca pagina 197 numero 116.

Ιππαρχος, ος των Πεισιστρατου παιδων ην πρεσβυτατος και σοφωτατος πολλα και καλα εργα σοφιας απεδεικνυτο. ...

Ipparco che era il più vecchio dei figli di Pisistrato ed il più sapiente, dimostrava molte e belle azioni di sapienza. Costui introdusse per primo i versi epici di Omero ad Atene e costringeva i rapsodi a cantarli nelle (feste) patenaiche. Faceva venire (ad Atene) Anacreonte di Teo dopo avergli mandato una nave a cinquanta remi per portarlo da lui. Aveva invece Simonide di Ceo sempre al suo fianco, persuadendolo a restare con grandi ricompense e doni. Dunque lo stesso Ipparco intorno a coloro che erano colti aveva come obbligo la serietà: infatti nessuno era avido di saggezza, poiché era bello e giusto. Poiché gli ateniesi lo ammiravano per la sua sapienza volendo istruire anche quelli (che erano) nelle campagne poneva delle Erme per le strade(continua) e su quelle venivano scritti in metro giambico versi ed esempi della sua stessa sapienza.

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