Τον ιδιον ιππον στρατιωτης, εως καιρος πολεμου ην... επιλανθανεσθαι των συμφορων.
Un soldato, finché era tempo di guerra, nutriva il proprio cavallo di orzo e ne riceveva aiuto nei pericoli; quando la guerra cessò, il padrone lo nutriva soltanto con mucchi di paglia e lo gravava di duri pesi. Quando ci fu di nuovo guerra, il soldato si armò, montò il cavallo e mosse contro i nemici. Poiché (il cavallo) cadeva continuamente per la debolezza ed era biasimato dal soldato, il cavallo diceva: «D’ora innanzi, padrone, muoviti come i fanti opliti: infatti prima mi hai trasformato da cavallo in asino e ora come vuoi riavere un cavallo da un asino?». Difatti nel tempo dell’abbondanza non ci si deve dimenticare degli eventi sfavorevoli. (by Geppetto)