Europam Sidoniam, Agenoris filiam, Iuppiter amabat; sic in taurum se convertit et a Sidone Cretam transportavit. Moxtamen Agenor suos filios, Phoenicem, Cilicem et Cadmum misit ut aut sororem reducerent aut in suum conspectum non reverterent. Phoenix in Africam venit, Europam non invenit ibique remansit: inde Afri "Phoeni"sunt appellati. Cilix suo nomine indidit. Cadmus, cum erraret Delphos devenit et ibi responsum accepitraculum enim eum monuit ut a pastoribus bovem emerte; oraculum deinde addidit"Ubi bos decubuerit, ibi oppidum condes et ibi regnabis"Cadmus cum imperata perfecisset et acquam quaereret, ad fontem Castaliam pervenit: sed fontem draco Martis filius custodiebat. Draco, cum socios Cadmi interfecisset, a Cadmo lapide est interfectus; deinde Cadmus draconis dentes sparsit et aravit; unde novi terrae incolae nati sunt. Urbi postea Thebae nomen datum est.
Giove amava Europa Sidonia, figlia di Agenore: dunque si (= se stesso) trasformò in toro e trasportò (Europa) da Sidone a Creta. In seguito tuttavia Agenore mandò i propri figli, Fenice, Cilicio e Cadmo, affinché o riportassero la sorella oppure non ritornassero al suo cospetto. Fenice giunse in Africa, non trovò Europa e rimase lì: da questo gli Africani furono chiamati “Punici”. Cilicio dal proprio nome diede il nome alla Cilicia. Cadmo, vagando qua e là, giunse a Delfi e lì ricevette il responso: infatti l’oracolo lo esortò ad acquistare un bue dai pastori; poi l’oracolo aggiunse: ” Dove il bue si coricherà (letteralmente: si sarà coricato), lì fonderai una città e lì regnerai”. Cadmo, avendo eseguito i precetti e cercando dell’acqua, giunse alla fonte Castalia: ma un drago figlio di Marte custodiva la fonte. Il drago, avendo ucciso i compagni di Cadmo, fu ucciso da Cadmo con una pietra; poi Cadmo arò e seminò i denti del drago, da cui nacquero i nuovi abitanti della terra. In seguito alla città venne dato in nome “Tebe”.