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Nos quoque quicquid diversa lectione quaesivimus committemus stilo, ut in ordinem eodem digerente coalescat. Nam et in animo melius distincta servantur, et ipsa distinctio non sine quodam fermento quo conditur universitas in unius saporis usum varia libamenta confundit, ut, etiamsi quid apparuerit unde sumptum sit, aliud tamen esse quam unde sumptum noscetur appareat: quod in corpore nostro videmus sine ulla opera nostra facere naturam.
Anche noi dobbiamo unire con la penna qualunque cosa che abbiamo ricercato da una diversa raccolta, in modo tale che dopo che questa stessa è stata setacciata possa essere messa in ordine. Ed infatti le cose distinte vengono conservate meglio nell’animo, e la stessa distinzione non senza qualche fermento grazie al quale tutta la totalità è condita fonde i diversi assaggi nel godimento di un unico sapore, in modo tale che, anche se qualcosa dovesse rivelare da dove sia stata presa, tuttavia un’altra potrebbe manifestare da dove sia stata desunta e quanto sia conosciuta: constatiamo che la natura realizza ciò nel nostro organismo senza alcuna partecipazione da parte nostra. (Traduzione per Skuolasprint by Maria D.)
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Alimenta quae accipimus, quamdiu in sua qualitate perseverant et solida innatant, male stomacho oneri sunt: at cum ex eo quod erant mutata sunt, tum demum in vires et sanguinem transeunt. Idem in his quibus aluntur ingenia praestemus, ut quaecumque hausimus non patiamur integra esse, ne aliena sint, sed in quandam digeriem concoquantur: alioquin in memoriam ire possunt, non in ingenium.
Gli alimenti che assumiamo, quanto più a lungo perseverano nella loro qualità e si mantengono intatti, sono di cattivo peso per lo stomaco: ma quando vengono mutati rispetto a com’erano, soltanto allora si trasformano in vigore e sangue. Dovremmo garantire la stessa cosa per quelle cose da cui vengono alimentati gl’ingegni, in modo tale da non tollerare che rimanga integra qualsiasi cosa che assorbiamo, perché non siano estranee, ma siano cotte insieme in una certa miscela: del resto possono far affidamento alla memoria, non all’ingegno. (Traduzione per Skuolasprint by Maria D.)
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Ex omnibus colligamus unde unum fiat ex omnibus, sicut unus numerus fit ex singulis. Hoc faciat noster animus: omnia quibus est adiutus abscondat, ipsum tamen ostendat quod effecit: ut qui odora pigmenta conficiunt ante omnia curant ut nullius sint odoris propria quae condientur, confusura videlicet omnium sucos odoraminum in spiramentum unum.
Dobbiamo trovare la congiunzione tra tutte le cose nel punto in cui da tutte ne diventa una, come dai singoli si crea un sol numero. Il nostro animo dovrebbe far questa cosa, dovrebbe nascondere tutte le cose da cui è supportato, questa stessa cosa tuttavia dovrebbe render chiaro cosa avviene: (cioè) come coloro che realizzano i pigmenti profumati si preoccupano prima di ogni cosa che, per essere addolciti, non ci siano le caratteristiche proprie di alcuna profumazione, per essere mescolati è evidente che i succhi di ogni profumazione dovrebbero trovarsi in un’unica fragranza. (Traduzione per Skuolasprint by Maria D.)
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Vides quam multorum vocibus chorus constet: una tamen ex omnibus reddetur. Aliqua est illic acuta aliqua gravis aliqua media, accedunt viris feminae, interponitur fistula: ita singulorum illic latent voces, omnium apparent, et fit concentus ex dissonis.
Vedi come il coro si forma dalle voci di molti: da tutte ne verrà prodotta una.in quel contesto una è acuta, un’altra grave, un’altra media, le donne si avvicinano agli uomini, si pone in mezzo a loro il flauto: così in quel contesto le voci dei singoli si nascondono, appaiono quelle di tutti, e viene fuori una concorde armonia di suoni discordi. (Traduzione per Skuolasprint by Maria D.)
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Tale hoc praesens opus volo: multae in illo artes, multa praecepta sint, multarum aetatum exempla, sed in unum conspirata: in quibus si neque ea quae iam tibi sunt cognita asperneris, nec quae ignota sunt vites, invenies plurima quae sit aut voluptati legere aut cultui legisse aut usui meminisse.
Desidero proprio questa presente opera: che molte arti, molti precetti, gli esempi di molte epoche, siano in quella, ma armonizzate in un’unica cosa: se tu in queste non respingerai quelle cose che ormai conosci, non eviterai quelle cose che non conosci, scoprirai il di più che ci sia o al piacere del leggere o l’aver letto per la perfezione degli studi letterari o per l’utilità del ricordare. (Traduzione per Skuolasprint by Maria D.)