De his diebus satis; nunc iam, qui hominum causa constituti, videamus. Primi dies mensium nominati Kalendae, quod his diebus calantur eius mensis Nonae a pontificibus, quintanae an septimanae sint futurae, in Capitolio in Curia Calabra sic: "Die te quinti kalo Iuno Covella" aut "Septimi die te kalo Iuno Covella. " Nonae appellatae aut quod ante diem nonum Idus semper, aut quod, ut novus annus Kalendae Ianuariae ab novo sole appellatae, novus mensis ab nova luna Nonae; eodem die in Urbem qui in agris ad regem conveniebat populus. Harum rerum vestigia apparent in sacris Nonalibus in Arce, quod tunc ferias primas menstruas, quae futurae sint eo mense, rex edicit populo. Idus ab eo quod Tusci Itus, vel potius quod Sabini Idus dicunt. Dies postridie Kalendas, Nonas, Idus appellati atri, quod per eos dies nihil novi inciperent. Dies fasti, per quos praetoribus omnia verba sine piaculo licet fari; comitiales dicti, quod tum ut in Comitio esset populus constitutum est ad suffragium ferundum, nisi si quae feriae conceptae essent, propter quas non liceret, ut Compitalia et Latinae.

I primi giorni dei mesi sono chiamati Calende, perché in questi giorni i Pontefici "calano" le None di quel mese, cioè stabiliscono se saranno il quinto o il settimo giorno. Lo fanno sul Campidoglio, nella Curia Calabra, in questo modo: "Il quinto giorno prima delle Calende, Giunone Covella" oppure "Il settimo giorno prima delle Calende, Giunone Covella". Le None sono così chiamate o perché sono sempre il nono giorno prima delle Idi, o perché, come il nuovo anno è chiamato Calende di Gennaio dal nuovo sole, così il nuovo mese è chiamato None dalla nuova luna. Nello stesso giorno si recava in città dal contado il popolo che si radunava presso il re. Tracce di queste usanze si vedono nei sacrifici Nonali sull'Aventino, perché in quel giorno il re annunciava al popolo le prime feste mensili che si sarebbero celebrate in quel mese. Le Idi derivano da "Ius" degli Etruschi, o meglio da "Idus" come dicono i Sabini. I giorni successivi alle Calende, alle None e alle Idi sono chiamati "atri", perché in quei giorni non si iniziava nulla di nuovo. I giorni fasti sono quelli in cui ai pretori è lecito pronunciare qualsiasi parola senza sacrilegio; sono chiamati "comiziali" perché in quel giorno il popolo si radunava nel Comizio per votare, a meno che non ci fossero feste indette, per le quali non era lecito, come i Compitalia e le Latine.
(By Starinthesky)