ELOGIO DI LEOSTENE
VERSIONE DI GRECO di Iperide
Λεωσθένης γαρ όρῶν τήν Ελλάδα πάσαν τεταπεινωμένην και έπτηχυΐαν, κατεφθαρμένην ύπό τῶν δωροδοκούντων παρά Φιλίππου και Αλεξάνδρου κατά τῶν πατρίδῶν τῶν αυτῶν, και τήν μεν πόλιν ημῶν δεομένην ανδρός, τήν δ' Ελλάδα πᾶσαν πόλεως, ἤτις προστῆναι δυνήσεται τῆς ηγεμονίας, έπέδωκεν εαυτόν μεν τῇ πατρίδι, τήν δέ πόλιν τοῖς Έλλησιν εις τήν έλευθερίαν και ξενικήν μεν δύναμιν συστησάμενος, τῆς δέ πολιτικῆς ήγεμών καταστάς τούς πρώτους άντιταξαμένους τῇ τῶν Ελλήνων ελευθερίᾳ Βοιωτούς και Μακεδόνας και Εύβοέας και τούς ἃλλους συμμάχους αυτῶν ένίκησε μαχόμενος εν τῇ Βοιωτίᾳ. Εντεῦθεν δ' έλθών εις Πύλας και καταλαβών τάς παρόδους, δι' ὧν και πρότερον επί τούς "Ελληνας οί βάρβαροι έπορεύθησαν, τῆς μέν επί την Ελλάδα πορείας Άντίπατρον έκώλυσεν, αυτόν δέ καταλαβών έν τοῖς τόποις τούτοις και μάχῃ νικήσας έπολιόρκει κατακλείσας εις Λαμίαν Θετταλούς δέ και Φωκέας και Αιτωλούς και τούς ἃλλους ἃπαντάς τούς έν τῷ τόπῷ συμμάχους έποιήσατο, και ὧν Φίλιππος και Αλέξανδρος ακόντων ηγούμενοι έσεμνύνοντο, τούτων Λεωσθένης έκόντων τήν ήγεμονίαν ἒλαβεν. Συνέβη δ' αύτῷ τῶν μέν πραγμάτων ὧν προείλετο κρατῆσαι, τῆς δέ ειμαρμένης ουκ ἦν περιγενέσθαι.
TRADUZIONE
Leostene infatti, avendo visto che tutta la Grecia veniva umiliata ed era instabile, che veniva portata alla rovina da coloro che si erano fatti corrompere da Filippo e Alessandro a svantaggio della loro stessa patria e che sia la nostra città aveva bisogno di un uomo, sia l'intera Grecia aveva bisogno di una città che fosse in grado di assumere l'egemonia, offrì lui stesso alla patria, e ai Greci la città per la libertà; assoldato un esercito mercenario, postosi come guida politica contro quelli che per primi si erano schierati contro la libertà dei Greci, vinse i Beoti, i Macedoni, gli Eubei e tutti gli altri alleati, combattendo in Beozia. In seguito, passato per le Termopili e occupati i passaggi attraverso cui precedentemente i barbari avevano marciato contro i Greci, impedendo ad Antipatro la spedizione contro la Grecia, dopo averlo bloccato in quei luoghi ed aver vinto la battaglia, opprimeva Lamia confinandola; in quel luogo rese alleati i Tessali, i Focei, gli Etoli e tutti gli altri, e Leostene, con il loro consenso, conquistò la supremazia di quei luoghi, su cui Filippo e Alessandro si vantavano di comandare pur contro la loro volontà. Successe a questo, tra le tante cose che aveva intrapreso, di comandare. Ma non fu possibile scampare al destino.
TRADUZIONE DI UN ALTRO UTENTE
Leostene infatti vedendo che la Grecia tutta umiliata ed atterrita, da quelli che si lasciavano corrompere da Filippo ed Alessandro contro la loro patria, e che la nostra città avendo bisogno di un uomo, tutta la Grecia di una città, qualsiasi potrebbe, si pose a capo del potere, diede se stesso alla patria, la città ai Greci per la libertà e avendo riunito un’esercito straniero, ponendosi a capo delle forze cittadine avendo affrontato i primi i Beoti, i Macedoni e gli Eubi che si erano schierati contro la libertà dei Greci e gli altri loro alleati, vinse combattendo in Beozia. Di qui avendo marciato per le Termopili e avendo occupato i passaggi, tramite i quali anteriormente i barbari erano scesi contro i Greci, impedì Antipatro dell’arrivo in Grecia, avendolo sorpreso in quei luoghi ed avendo vinto in battaglia bloccava a Lamia avendo chiuso in assedio e si fece alleati i Tessali i Focesi, gli Etoli e tutti gli altri nella regione, e Filippo ed Alessandro si vantavano governando costoro forzandoli, Leostene accogliendoli prese il comando. Ebbe buon esito per lui di vincere nelle imprese che si era proposto, non però ebbe di prevalere sul destino segnato.