GLI ERISTICI FANNO PROMESSE IMPOSSIBILI
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Katà Logon - pag. 419 n. 349

INIZIO: ουτοι τοινυν εις τουτο τολμηε εληλυθασιν...
FINE: ...υπισχνουνται τους συνοντας ποιησειν.

TRADUZIONE n. 1

Questi dunque sono giunti a una tale audacia che provano a persuadere i più giovani del fatto che, qualora si avvicinassero a loro, saprebbero che cosa bisogna fare e grazie a questa conoscenza diventerebbero felici. Pur presentandosi come maestri e padroni di cotanti beni, non si vergognano di chiedere per questi 3 o 4 mine; eppure se vendessero qualche altro bene a una piccolissima parte del suo valore, non potrebbero contestare il fatto di avere agito dissenatamente; invece pur stimando così poco tutta la virtù e la felicità, pretondono di essere maestri degli altri come se fossero assennati. E se da un lato dicono che non hanno alcun bisogno di ricchezze, chiamando la ricchezza “un pò d'oro e d'argento”, dall'altro, pur aspirando a un piccolo guadagno, promettono che renderanno i discepoli quasi immortali.

traduzione n. 2

Quelli dunque sono giunti a tal punto di audacia da provare a persuadere i più giovani che, qualora si fossero avvicinati a loro, avrebbero conosciuto cose che si devono fare e saranno felici attraverso questa conoscenza. E, presentandosi come maestri e padroni di beni tanto grandi, non si vergognano di chiedere tre o quattro mine per questi; ma se avessero venduto uno tra gli altri beni a una piccolissima parte del valore, non avrebbero sostenuto che non si fossero trovati a ragionare bene, stimando invece così poco tutta la virtù e la felicità, come se avendo ragione sono degni di diventare maestri degli altri. E dicono che non hanno bisogno di ricchezze, chiamando la ricchezza oro e argento, invece aspirando a un piccolo guadagno soltanto non promettono che renderanno immortali i discepoli.