I greci e i persiani sono nemici per natura
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Alfabeta grammata
Inizio: εXω δε και περι των πολιτων των ημετερων τοιαυτα διελθειν
fine: ευροι δ'αν τις εκ μεν του πολεμου του προς τους βαρβαρους υμνους πεποιημενους, εξ δε του προς τους ελλήνας θρηυους ημιν γεγενημενους, και τους μεν ευ ταις εορταις αδομενους τους δ'επι ταις συμφοραις ημας μεμυημευους.
TRADUZIONE
Del resto posso dire altrettanto dei nostri concittadini. Infatti con gli altri popoli con i quali combattono, nel momento stesso in cui fanno la pace dimenticano l'inimicizia che c'è stata, mentre con i Persiani, nemmeno quando ne ricevono del bene sanno dimostrare benevolenza: a tal punto non possono scordare l'odio che nutro-no contro di loro. I nostri padri hanno condannato a morte molte persone con l'accusa di essere filopersiane, e ancora adesso nelle assemblee, prima di ogni altra discussione, si lanciano maledizioni contro qualsiasi cittadino proponga accordi con loro, Proprio per l'odio contro i Persiani, gli Eumolpidi e i Cerici nella celebrazione dei Misteri prescrivono l'esclusione dai riti sacri di tutti i barbari, esattamente come ne escludono gli assassini. È una questione di natura: siamo costituzionalmente loro nemici, al punto che i racconti che ci piacciono di più sono quelli sui Troiani e sui Persiani, quando ci narrano le loro sciagure. Si può anche notare che la guerra contro i barbari ci ha ispirato degli inni, mentre quella contro i Greci dei canti funebri, e che i primi vengono cantati nelle feste, mentre dei secondi ci ricordiamo solo nei momenti di crisi.