I poeti hanno maggiori risorse espressive dei prosatori
versione greco Isocrate traduzione libro Ellenion pagina 119 numero 75

Τοῖς μὲν γὰρ ποιηταῖς πολλοὶ δέδονται κόσμοι· καὶ γὰρ πλησιάζοντας τοὺς θεοὺς τοῖς ἀνθρώποις οἷόν τ' αὐτοῖς ποιῆσαι καὶ διαλεγομένους καὶ συναγωνιζομένους οἷς ἂν βουληθῶσιν, καὶ περὶ τούτων δηλῶσαι μὴ μόνον τοῖς τεταγμένοις ὀνόμασιν, ἀλλὰ τὰ μὲν ξένοις, τὰ δὲ καινοῖς, τὰ δὲ μεταφοραῖς, καὶ μηδὲν παραλιπεῖν, ἀλλὰ πᾶσιν τοῖς εἴδεσιν διαποικῖλαι τὴν ποίησιν· τοῖς δὲ περὶ τοὺς λόγους οὐδὲν ἔξεστιν τῶν τοιούτων, ἀλλ' ἀποτόμως καὶ τῶν ὀνομάτων τοῖς πολιτικοῖς μόνον καὶ τῶν ἐνθυμημάτων τοῖς περὶ αὐτὰς τὰς πράξεις ἀναγκαῖόν ἐστιν χρῆσθαι. Πρὸς δὲ τούτοις οἱ μὲν μετὰ μέτρων καὶ ῥυθμῶν ἅπαντα ποιοῦσιν, οἱ δ' οὐδενὸς τούτων κοινωνοῦσιν· ἃ τοσαύτην ἔχει χάριν ὥστ', ἂν καὶ τῇ λέξει καὶ τοῖς ἐνθυμήμασιν ἔχῃ κακῶς, ὅμως αὐταῖς ταῖς εὐρυθμίαις καὶ ταῖς συμμετρίαις ψυχαγωγοῦσιν τοὺς ἀκούοντας.

Ai poeti sono stati concessi molti ornamenti: infatti (è) possibile per loro rappresentare gli dèi avvicinarsi agli uomini, conversare (con loro) e aiutare in battaglia chiunque vogliano, ed esprimersi su tali fatti non solo con le espressioni ordinarie, ma ora con (parole) esotiche, ora con (parole) nuove (= neologismi), ora con metafore, ed (è possibile per loro) non tralasciare nulla, ma adornare la (loro) poesia con tutte le figure (di stile). Agli oratori invece non è lecito nessuno di tali espedienti, ma in sintesi sono obbligati a usare, tra i vocaboli, solo quelli politici, e tra le idee quelle che si riferiscono alla vita pratica. Inoltre i primi compongono tutto con metri e ritmi, i secondi non condividono (con loro) nessuno di questi mezzi: i quali hanno tanto fascino che (i poeti), quand´anche ci sia qualche pecca nell´espressione e nelle idee, tuttavia seducono gli ascoltatori anche solo con l´armonia e la simmetria.