Le difese di un regno non sono gli eserciti e neppure i tesori, bensì gli amici, che non puoi né costringere per mezzo delle armi, né procurarti per mezzo dell'oro: sono procurati dal rispetto e dalla lealtà. Chi, poi, è più amico di un fratello per un fratello? E quale estraneo leale troverai, se verso i tuoi sarai stato un nemico? Io, per parte mia, vi lascio un regno stabile se sarete giusti, e debole se sarete malvagi. Infatti, grazie alla concordia crescono le cose piccole, (mentre) dalla discordia vengono logorate le cose più grandi. Per il resto, tu più di costoro, o Giugurta, che sei superiore per età e per saggezza, devi provvedere che non accada altrimenti. Infatti, in ogni contesa, colui che è più forte, anche se subisce un torto, tuttavia, poiché può di più, è ritenuto colpevole. Voi, invece, Aderbale e Iempsale, rispettate ed onorate un uomo come questo, ed imitate il suo valore, affinché non sembri che io abbia adottato figli migliori di quelli che ho generato.
Non exercitus neque thesauri praesidia regni sunt verum amici quos neque ...
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- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
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