ὁ δὲ ἐμὸς λόγος σαφής ἐστι καὶ σύντομος. ἀνήρ εἰμι Καλλιρόης ταύτης, ἤδη δὲ ἐξ αὐτῆς καὶ πατήρ, γήμας οὐ παρθένον, ἀλλὰ ἀνδρὸς προτέρου γενομένην, Χαιρέου τοὔνομα, πάλαι τεθνεῶτος, οὗ καὶ τάφος ἐστὶ παρ' ἡμῖν. Μιθριδάτης οὖν ἐν Μιλήτῳ γενόμενος καὶ θεασάμενός μου τὴν γυναῖκα διὰ τὸ τῆς ξενίας δίκαιον, τὰ μετὰ ταῦτα οὐκ ἔπραξεν οὔτε ὡς φίλος οὔτε ὡς ἀνὴρ σώφρων καὶ κόσμιος, ὁποίους σὺ βούλει εἶναι τοὺς τὰς σὰς πόλεις ἐγκεχειρισμένους, ἀλλ'ἀσελγὴς ὤφθη καὶ τυραννικός. ἐπιστάμενος δὲ τὴν σωφροσύνην καὶ φιλανδρίαν τῆς γυναικὸς λόγοις μὲν ἢ χρήμασι πεῖσαι αὐτὴν ἀδύνατον ἔδοξε, τέχνην δὲ ἐξεῦρεν ἐπιβουλῆς, ὡς ᾤετο, πιθανωτάτην· τὸν γὰρ πρότερον αὐτῆς ἄνδρα Χαιρέαν ὑπεκρίνατο ζῆν καὶ πλάσας ἐπιστολὰς ἐπὶ τῷ ὀνόματι τῷ ἐκείνου πρὸς Καλλιρόην ἔπεμψε διὰδούλων. ἡ δὲ σή, Τύχη, ‹βασκανία› βασιλέα ἄξιον ὄντα κατέστησε καὶ ‹ἡ› πρόνοια τῶν ἄλλων θεῶν φανερὰς ἐποίησε τὰς ἐπιστολάς· τοὺς γὰρ δούλους μετὰ τῶν ἐπιστολῶν ἔπεμψε πρὸς ἐμὲ Βίας ὁ στρατηγὸς Πριηνέων, ἐγὼ δὲ φωράσας ἐμήνυσα τῷ σατράπῃ Λυδίας καὶ Ἰωνίας Φαρνάκῃ, ἐκεῖνος δὲ σοί. "Τὸ μὲν διήγημα εἴρηκα τοῦ πράγματος, περὶ οὗ δικάζεις· (Caritone)
Il mio discorso è chiaro e sintetico. Io sono marito di questa Calliroe, ormai da lei sono diventato anche padre, e quando l'ho sposata non era vergine, ma aveva avuto un primo marito, di nome Cherea, da tempo morto, del quale abbiamo presso di noi anche una tomba. Mitridate era dunque a Mileto e vide mia moglie, come vogliono le leggi dell'ospitalità; ma dopo non si comportò né come amico né come persona assennata e onesta, come tu vuoi che siano coloro cui affidi le tue città, ma si mostrò insolente e tirannico. Conoscendo la saggezza e l'amore coniugale della donna, ritenne impossibile convincerla con parole o con ricchezze, ma escogitò un mezzo di corruzione, come credeva, persuasivo al massimo: simulò che il suo primo marito, Cherea, fosse vivo, e scrisse delle lettere con il suo nome, le inviò a Calliroe per mezzo di schiavi. . La tua Fortuna, o Re, ha confortato chi era degno," e la Provvidenza"" degli altri dei ha fatto scoprire le lettere. I servi con le lettere me li mandò Biante, il comandante di Priene, e io, quando le ho scoperte, ne ho fatto denuncia al satrapo di Lidia e Ionia Farnace, e lui a te. Ho esposto il racconto dei fatti su cui tu decidi.
Ulteriore tentativo di traduzione (più letterale)
"Il mio discorso è chiaro e breve. Io sono il marito di questa Calliroe, già da lei anche padre, avendo sposata non vergine, ma essendo stata di un primo marito, di nome Cherea, morto da molto tempo, del quale anche presso di noi è la tomba. Mitridate dunque essendo a Mileto e avendo visto mia moglie, secondo il diritto di ospitalità, in seguito non si comportò né come amico né come uomo saggio e disciplinato, quali tu vuoi che siano quelli a cui hai affidato le tue città, ma fu visto lascivo e dispotico. Conoscendo la prudenza e l'amore per il marito della donna sembrò impossibile convincerla con parole e con doni, trovò l'espediente di un'insidia, come credeva, molto convincente; finse infatti che Cherea il primo marito di lei vivesse e che inventata una lettera in suo nome mandò a Calliroe tramite schiavi. Ma la tua Sorte, gelosia o re dispose chi ne era degno e la preveggenza degli altri dei rese manifesti le insidie; mandò a me gli schiavi insieme alla lettera Biante lo stratega di Priene, io scoperto (l'insidia) lo rivelai al satrapo della Lidia e della Ionia a Farnace, costui a te. Ho fatto il racconto della faccenda su cui tu giudichi". (by Stuurm) .