τῶν δὲ ἡμέρων οἱ Ἀρκάδες δένδρων ἁπάντων πλὴν ῥοιᾶς ἐσκομίζουσιν ἐς τὸ ἱερόν... οἱ Ἀρκάδες τὴν Δέσποιναν, θυγατέρα δὲ αὐτὴν Ποσειδῶνός φασιν εἶναι καὶ Δήμητρος. (Pausania)
Gli Arcadi di tutti quanti gli alberi coltivati (iἥμερος ) [non ne] introducono (εἰσκομίζω pres. 3 sing. ) [nessuno] nel tempio eccetto il melograno ( ῥόα ). Sulla destra, a chi esce dal tempio, c'è uno specchio sul muro. Chiunque guarda lo specchio vedrà (ὁράω futuro) o se stesso del tutto indistintamente, o non (vedrà) nulla affatto (con neg. ἀρχὴν = non affatto), ma sono chiaramente visibili la statua delle dee ed il trono. Presso il tempio di Despoina, a chi sale, un poco a destra, c'è quello che è chiamato megaron: qui gli Arcadi compiono (δράω) riti di iniziazione e sacrificano a Despoina molte e anche abbondanti vittime. Ciascuno sacrifica ciò che si è procurato. Non tagliano le gole (φάρυγξ -υγγος) come negli altri sacrifici, ma un arto (del corpo) che (ὅ) capiti [opportuno] (= ἂν τύχῃ). Gli Arcadi venerano questa Despoina più di tutte fra le dee e dicono che questa è figlia di Poseidone e di Demetra.
(By A. M. Di Leo)