Οσοι δε τον θανατον διεφυγον, πολλαχου κινδυνευσαντες και εις πολλας πολεις πλανηθεντες... αποθανουσι βοηθησατε. (Contro Eratostene Lisia)

TRADUZIONE LIBERA

Ma quanti di voi sfuggivano alla morte, dopo essersi esposti dovunque ai pericoli, dopo aver vagato per molte città ed essendo banditi da ogni luogo, essendo privi del necessario, lasciati i li gli uni nella patria nemica, gli altri in una terra straniera, nonostante vi si opponessero molte difficoltà, siete ritornati al Pireo. [...] Ma se aveste fallito e non aveste conseguito questi risultati, voi stessi sareste andati in esilio, temendo di subire gli stessi maltrattamenti che anche prima avevate subito, e non vi avrebbero aiutato, a causa dell'indole di costoro, nonostante foste innocenti, né templi né altari, che sono mezzi di salvezza anche per i colpevoli; i vostri li, quanti fossero rimasti qui, avrebbero subito violenza da parte di costoro, quelli in terra straniera, invece, a causa di piccoli debiti, sarebbero caduti in schiavitù per mancanza di chi fosse in grado di prestar loro aiuto. Ma, infatti, non voglio dire quello che sarebbe avvenuto, dal momento che non posso dire ciò che è stato compiuto da costoro. Non è compito, infatti, di un solo accusatore, né di due, ma di molti, tuttavia nulla della mia buona volontà è stato tralasciato, a difesa dei templi, che costoro in parte hanno venduto, in parte hanno contaminato entrandovi, a difesa della città, che hanno reso debole, a difesa degli arsenali, che distrussero e a difesa dei morti, ai quali voi, poiché non avete potuto difenderli quando erano vivi, dovete portare aiuto ora che sono morti.