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Romulus pastores adunat et condit Romam, postea multitudinem finitimorum...
Romolo raduna i pastori e fonda Roma, dopo accoglie in città una moltitudine di [popoli]confinanti ed invita i popoli vicini allo spettacolo dei giochi. I giovani romani rapiscono le vergini ed il rapimento delle vergini fu la causa delle guerre.
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Olim asinus magnas sarcinas transportabat; equus, quia freno aureo et phaleris pretiosis superbus erat, asinum lassum in angusta via videt...
Una volta un asino trasportava pesanti carichi; un cavallo, che era superbo per il morso d'oro e borchie preziose, vede l'asino affaticato dentro una via stretta via e dice: "Povero asino, cedi il passo a me, nobile cavallo". L'asinello sta zitto, tollera l'offesa e si sposta, ma dal povero giumento si invoca la vendetta degli dei. Il padrone infatti, dopo pochi anni, conduce nella casa di campagna il cavallo, perché è malato ed invalido. Ivi è visto puzzolente e sporco di sterco dall'asino ed ingiuriato con parole offensive: "Ora malato, senza ornamenti d'oro e privo di superbia e di arroganza, a causa dell'indifferenza degli schiavi, conduci una vita difficile e miserabile". I ragazzi e le ragazze ascoltano ed imparano la morale della favola: se disprezzerete i miseri ed i poveri, dovrete temere il destino futuro, perché la sorte è varia ed incerta.
Versione tratta da Fedro
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In villa puer varius et ad iram promptus flebat; avia severis verbis puerum obiurgabat: «Lupus, fera belua, pueros malos edit...
In una casa di campagna un fanciullo volubile e propenso all'ira piangeva e veniva rimproverato dalla nonna con parole severe: "Il lupo, belva feroce, mangia i bambini cattivi: a tarda sera, esso sarà sicuramente qui". Il lupo si trovava per caso dietro la porta; ascolta soddisfatto le parole della nonna e medita sulla prossima preda. Verso sera infatti, il lupo si avvicina alla casa, bramoso della preda. Ma la nonna calmava il fanciullo terrorizzato: " Se il lupo viene, lo uccido!". Allora la belva avida e feroce esclamò: "Quanto sono false le parole della donna! Dice alcune cose e altre ne fa".
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Neque solum debebit docere praeceptor... valent praecepta quam experimenta.
Ed un maestro non dovrà solamente insegnare, ma domandare spesso ed approvare il giudizio degli alunni. Così gli allievi scopriranno la verità e la giustizia, e comprenderanno sé stessi. Questo metodo giova molto agli alunni, invece i maestri di letteratura, con i discorsi volti a persuadere e le controversie, forniscono una conoscenza superficiale circa l'esistenza umana. Riflettete: in merito alle guerre giova conoscere il luogo e il modo delle battaglie, oppure indicazioni incerte? Fate attenzione: gli insegnamenti hanno meno efficacia delle esperienze.
Versione tratta da Quintiliano
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Romani igitur M. Furium Camillum, fatalem ducem ad excidium urbis Veiorum... quod sine strategemate nulla expugnationis facultas Romanis erat.
Perciò i Romani nominarono dittatore M.Furio Camillo, condottiero destinato alla distruzione della città di Veio; e subito l'animo degli uomini fu lieto per il nuovo comandante. In primo luogo Camillo si diresse verso Veio e, lì, incoraggiò l'animo dei soldati assedianti, poi tornò a Roma e arruolò nuove truppe. Anche i giovani stranieri, Latini ed Ernici, assicurarono il loro impegno e andarono in guerra. Il dittatore aveva un'astuta intelligenza: infatti Camillo, uomo competente ed esperto di organizzazione militare, escogitò lo scavo di un cunicolo verso la cittadella dei nemici, poiché, senza uno stratagemma, i Romani non avevano alcuna possibilità di conquista.