Quod autem aliquis intutam et expositam periculis neglegentiam putet, mihi omne contra videtur, multoque diligentiam magis periculis obnoxiam esse. Nam neglegentiae haud quisquam magnopere insidias locat, existimans etiam sine insidiis semper et ubique neglegentem hominem fallère facile esse; adversus diligentes vero et circumspectos et excubantes fraudes et captiones et insidiae parantur. Ita ferme neglegentia contemptu tutatur, diligentia astu oppugnatur. Et erratis neglegentia venia paratior datur et benefactis gratior gratià habetur. Nam, praeter opinionem, gratum est ceterarum rerum indiligentem bene facere haud neglexisse. Iam illud a poetis saeculum aureum memoratum, si cum animo reputes, intellegas neglegentiae saeculum fuisse, cum ager neglectus fructus uberes ferret, omniaque utensilia neglegentibus nullo negotio suppeditaret. Hisce argumentis neglegentia sapientibus probata, indulgentiae magistra, tuta ab insidiis grataque benefactis, excusata in erratis, et ad postremum aurea declarata est.
Quanto poi al fatto che qualcuno ritiene la negligenza insicura ed esposta ai pericoli, a me pare tutto il contrario: è molto più soggetta ai pericoli la diligenza. Non c'è nessuno infatti che tenda insidie contro la negligenza, perché si pensa che, anche senza agguati, sempre, dovunque e quando si voglia, sarà facile ingannare un uomo negligente: invece, contro le persone diligenti, circospette e fiduciose nei propri meriti si tendono truffe, trappole ed agguati, così, per lo più, la negligenza è protetta dal disprezzo e la diligenza è attaccata con scaltrezza. Agli errori si è soliti concedere più pronta venia e si è grati di ciò che essa fa di bene senza che le costi nulla. In effetti riesce inaspettatamente quando un individuo, negligente sotto ogni aspetto, non abbia trascurato di fare bene a tempo opportuno. Certo, la famosa età dell'oro, se si presterà attenzione, si capirà che è stata l'età della negligenza, perché i campi non coltivati portavano frutti copiosi e fornivano senza bisogno di impegno agli uomini diligenti tutto ciò che era loro utile. Per questi motivi si dice apertamente che la negligenza discende da una buona stirpe, gradita agli dei, accetta ai sapienti, partecipe delle virtù, maestra di indulgenza, sicura dalle insidie, gradita per ciò che fa di bene, degna di indulgenza negli errori e, da ultimo, aurea.