UN'ARTE INCOMINCIATA SOTTO I CATTIVI AUSPICI
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE

Quando parve che io fossi giunto ad una età da poter apprendere qualche arte, venni affidato allo zio materno, che faceva lo scultorel. Fui contentissimo, perché mi sembrava che quest' arte fosse un passatempo e d' altro canto pensavo che avrei potuto menar vanto davanti ai miei compagni, se avessi saputo scolpire statue di divinità o altre piccole immagini da tenere per me o da regalare a chi mi piaceva. Ma subito mi accadde ciò che suole accadere ai principianti. Mio zio mi diede in mano uno scalpello e mi disse di sgrossare una tavola di marmo, che era in mezzo alla bottega, aggiungendomi quel proverbio: chi ben comincia è a. metà dell'opera. Io, inesperto com'-ero, battei un pò troppo forte, sicché il marmo si ruppe. Quello, essendosi adirato, afferrò un randello, che gli venne a mano6, e mi picchiò senza pietà: pertanto la prima lezione furona busse e lagrime. Io me ne scappai e, giunto a casa, raccontai piangendo tutto accaduto e dissi che lo zio era crudele e che mi aveva maltrattato, temendo che io lo sorpassassi in quell' arte e desiderando perciò che io abbracciassi un' altra carriera. La mamma ne fu indispettita e cominciò a inveire contro il fratello, poi mi consolò e mi accompagnò a letto.