In reliquis vitae institutis hoc fere ab reliquis gentibus diffĕrunt, quod suos liberos, nisi cum adoleverunt, ut munus militiae sustinēre possint, palam ad se adire non patiuntur filiumque puerili aetate in publico in conspectu patris adsistere turpe ducunt. Viri, quantas pecunias ab uxoribus dotis nomine acceperunt, tantas ex suis bonis aestimatione facta cum dotibus communicant. Huius omnis pecuniae coniunctim ratio habetur fructusque servantur; uter eorum vita superavĕrit, ad eum pars utriusque cum fructibus superiorum tempŏrum pervĕnit. Viri in uxores sicuti in liberos vitae necisque habent potestatem, et cum pater familiae inlustriore loco natus decessit, eius propinqui conveniunt et, si res in suspicionem venit, de uxoribus in servilem modum quaestionem habent, et si quid in eas compertum est, igni atque omnibus tormentis excruciatas interficiunt. Funera sunt pro cultu Gallorum magnifica et sumptuosa omniaque quae vivis cordi fuisse arbitrantur in ignem inferunt, etiam animalia, ac paulo supra hanc memoriam servi et clientes, quos ab iis dilectos esse constabat, iustis funeribus confectis una cremabantur.
Nelle altre istituzioni della vita in questo un poco differiscono dagli altri, per il fatto che non tollerano che i loro figli vadano da loro in pubblico, se non quando sono cresciuti da poter sostenere il dovere della vita militare e reputano disdicevole che un figlio in età da bambino appaia in pubblico alla presenza del padre. Gli uomini, quando si sposano, dopo aver fatto una stima dei beni portati in dote dalla moglie, prelevano dal proprio patrimonio una parte uguale di beni, formando un fondo comune. Di tutto questo patrimonio si tiene un conto indiviso e se ne conservano i frutti, che spettano tutti, insieme ai beni comuni, al coniuge superstite. I mariti hanno potere di vita o di morte sulla moglie e sui figli, e quando muore il capo di una famiglia di nobile origine, se la sua morte appare sospetta, i parenti si riuniscono e sottopongono ad interrogatorio la moglie, come se si trattasse di una schiava nel caso risulti colpevole, la uccidono dopo averla sottoposta alla tortura del fuoco e ad ogni genere di tormenti. I funerali, tenuto conto del livello di civiltà dei Galli, sono magnifici e sontuosi: gettano sulla pira funeraria tutto ciò che ritengono sia stato particolarmente caro al defunto durante la sua vita, anche gli animali e, fino a poco tempo fa, venivano cremati con il defunto, con i dovuti riti funebri, anche gli schiavi e i clienti che si sapevano da lui prediletti.