In ea legione Titus Pullo et Lucius Vorenus centuriones, fortissimi viri, perpetuas Inter se controversias habebant quia uter alterum virtute superare optabat. Olim Pullo, cum acerrime ad munitiones pugraret, " quid dubitas - inquit - Vorene? Aut quem locum expectas, ut virtutem tuam probes? Hic dies de contreversiis nostris iudicabit!". Ita cum dixisset, extra munitiones procedit et irrumpit in eam ostium partem quae confertissima erat. Idem Vorenus facit, omnium existimationem pavent. Sed in Pullonem universi hostes tela conici una atque eum oppressuri sunt. Tum Vorenus subvenut, nonnullos hostium interficit, reliquos propellit; sed dum cupidius instat, in locum inferiormente concidit. Ei subvenit Pullo, atque ambo incolumes summa cum laude intra munitiones se recipiunt.
In quella legione i centurioni Tito Pullone e Lucio Voreno, uomini fortissimi, avevano continui battibecchi fra di loro perché ciascuno dei due voleva essere superiore all'altro per valore. Una volta Pullone, mentre combatteva con estrema energia presso le fortificazioni: "Che cosa aspetti - disse - oh Voreno? 0 quale posto aspetti per dare prova del tuo valore? Questa giornata giudicherà delle nostre dispute!". Quando ebbe detto ciò, avanzò fuori dagli apprestamenti difensivi e fece irruzione in quella parte che era zeppa di nemici. La stessa cosa fa Voreno, e temono la fine di tutti. Ma tutti i nemici insieme scagliano dardi contro Pullone e stanno per abbatterlo. Allora sopraggiunge Voreno, uccide diversi nemici, caccia via gli altri; ma mentre si ferma con maggiore entusiasmo, cade a terra in un luogo più basso. Lo soccorre Pullone, ed ambedue con grandissimo onore si rifugiano, incolumi, nelle fortificazioni.