Si, quod Iuppiter omen avertat! hunc vestris sententiis adflixeritis, quo se miser vertet? domumne? ut eam imaginem clarissimi viri, parentis sui, quam paucis ante diebus laureatam in sua gratulatione conspexit, eandem deformatam ignominia lugentemque videat? An ad matrem quae misera modo consulem osculata filium suum nunc cruciatur et sollicita est ne eundem paulo post spoliatum omni dignitate conspiciat? e in lutto a causa dell'ignominia?
O forse, (tornerà) dalla madre, la quale - povera donna! - poco tempo fa ha baciato il proprio figlio (eletto) console, (e che) ora si tormenta, angosciata per il timore di vedere lo stesso (figlio), poco tempo dopo, spogliato di ogni dignità? Ma perché parlo, di sua madre e della sua patria, (visto che) la nuova disposizione punitiva della legge priva costui sia della patria, della madre, nonché del rapporto d'affetto e della vista di tutti i suoi ? Dunque, (egli) disgraziato andrà in esilio? E dove? Forse in Oriente, dov'è stato, per molti anni, (dove) ambasciatore fu a capo di eserciti, e condusse imprese gloriose? Ma proverebbe un grande dolore a tornare, tacciato d'ignominia, nello stesso luogo da cui è andato via con onore. O forse si porterà nel lato opposto del globo terrestre, tal che la Gallia Transalpina veda in afflizione, in disgrazia, esule lo stesso che non molto tempo prima aveva con piacere ammirato nel pieno della sua autorità?