Ο δε Περικλης, ειδως τον δημον εν τοις πολεμικοις εργοις θαυμαζοντα τους αγαθους ανδρας, δια τα κατεπειγουσας χρωιας...ως Αριστοτελης ιστορηκε

Ma poiché Pericle sapeva (εἴδω) che il popolo durante le azioni di guerra ammira gli uomini capaci/abili per i bisogni che lo affliggono (κατεπείγω) mentre durante la pace (sott: il popolo) calunnia quelli stessi per ozio e per invidia, decise che era vantaggioso per lui gettare la città in una grande guerra affinché (ὅπως προσδέχηται congiuntivo = finale - προσδέχηται da προσδέχομαι), avendo necessità del valore e della strategia militare di Pericle, non subisse accuse su di lui e non avesse né tempo libero né quiete o motivo di accusa. In principio, come infatti è stato detto, opponendosi (ἀντιτάσσω)alla fama di Cimone, sottometteva a sé il popolo, che era inferiore per beni e ricchezze, attraverso ( ἀπό ) di loro quello si accattivava i poveri, offrendo ogni giorno un pranzo a chi tra gli Ateniesi ne aveva bisogno, vestendo i più anziani e privando i suoi campi dei recinti affinché quelli che volevano ne cogliessero i frutti. Pericle sconfitto in questo si volse alla distribuzione dei beni pubblici, avendoglielo consigliato Damone di Damonide di Oia, come ha riferito Aristotele.
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