Erga Emeron pagina 487 numero 418
Τις αν φραση την νυκτα εκεινην ποσων διηγηματων μεστη, ποσων δε δακρυων ομου και φιληματων; ... βασιλεα δε εραν μεν αυτης, μη κεκοινωνηκεναι δε αυτω μηδε μεχρι φιληματος.
Chi potrebbe raccontare quella notte? Di quanti racconti piena, di quante lacrime insieme e di quanti baci? Per prima iniziò Calliroe a raccontare, come ritornò in vita nella tomba, come fu rapita da Terone, come attraversò il mare e come fu venduta. Fino a quel punto Cherea udiva e piangeva; ma quando con il racconto raggiunse Mileto, Calliroe tacque per vergogna; in Cherea ci fu il richiamo della sua naturale gelosia, ma lo confortò il racconto sul figlio. Ma prima di udire tutta la storia: "Dimmi" le disse "Come sei arrivata ad Arado e dove hai lasciato Dionisio e cosa ti è successo con il re.". Ed ella subito giurò di non aver visto Dionisio dopo il processo; disse che il re si era innamorato di lei, ma che non c'era stato nessun rapporto con lui, neppure un bacio."