Θεῖον δή τι νομίσας τὸ εὕρημα καὶ διδασκόμενος παρὰ τῆς ὄϊος ἐλεεῖν τε τὸ παιδίον καὶ φιλεῖν ἀναιρεῖται μὲν τὸ βρέφος ἐπ᾽ ἀγκῶνος, ἀποτίθεται δὲ τὰ γνωρίσματα κατὰ τῆς πήρας, εὔχεται δὲ ταῖς Νύμφαις ἐπὶ χρηστῇ τύχῃ θρέψαι τὴν ἱκέτιν αὐτῶν. Καὶ ἐπεὶ καιρὸς ἦν ἀπελαύνειν τὴν ποίμνην, ἐλθὼν εἰς τὴν ἔπαυλιν τῇ γυναικὶ διη γεῖται τὰ ὀφθέντα, δείκνυσι τὰ εὑρεθέντα, παρακελεύεται θυγάτριον νομίζειν καὶ λανθάνουσαν ὡς ἴδιον τρέφειν. Ἡ μὲν δὴ Νάπη - τοῦτο γὰρ ἐκαλεῖτο - μήτηρ εὐθὺς ἦν καὶ ἐφίλει τὸ παιδίον, ὥσπερ ὑπὸ τῆς ὄϊος παρευδοκιμη- θῆναι δεδοικυῖα, καὶ τίθεται καὶ αὐτὴ ποιμενικὸν ὄνομα πρὸς πίστιν αὐτῷ, Χλόην. Ταῦτα τὰ παιδία ταχὺ μάλα ηὔξησε, καὶ κάλλος αὐτοῖς ἐξεφαίνετο κρεῖττον ἀγροικίας.

versione dal libro AGON numero 85 pagina 165

Convinto che il ritrovamento fosse opera degli dèi e ammaestrato dalla pecora a provare pietà per il neonato e a volergli bene, solleva il piccolo tenendolo tra le braccia, mette in serbo nella bisaccia i segni di riconoscimento e prega le Ninfe di riservare per la loro supplice una sorte prospera e benigna. E quando giunse l'ora di ricondurre il gregge all'ovile, una volta arrivato a casa, racconta alla moglie lo spettacolo a cui ha assistito, le mostra quel che ha trovato e le raccomanda di considerare la bimba una figlia e di allevarla come fosse sua, senza cioè che la verità venisse a galla. Nape - questo il nome della donna - fu subito una buona madre per la piccola e la colmò d'affetto, come se temesse di risultare più indegna di una pecora; anzi, per rendere la cosa ancora più credibile, le pone anche lei un nome da figlia di pastori, Cloe. Questi bimbi crebbero molto e in fretta, e divennero talmente belli da non sembrare affatto gente di campagna.