Φημι δ'ουν χρηναι ποιεισθαι την ειρηνην μη μονον προς Χιους και Ροδιους και Βυζαντιους...
Io dico che non bisogna fare la pace solo con gli abitanti di Chio, con i Rodiesi e con i Biziantini, e con gli abitanti di Cos, ma con tutti gli uomini (nel tuo testo c'è scritto "αμαντας" ma è un errore di battitura la parla è " ἅπαντας") [...] Di queste cose non troveremo ( εὑρήσομεν — εὑρίσκω futuro ind act 1a pl) né cose più utili alla nostra città. Dunque se (= ἤν =εἰ) io abbandonassi ( καταλίπω — καταλιμπάνω congiuntivo aoristo 1a sing) qui il discorso so che sembrerò sminuire ( ἐλασσόω) la città, se i Tebani avranno Tespie, Platea e altre città che (le quali) hanno conquistato (κατειλήφᾱσιν = καταλαμβάνω perf 3a pl) in violazione dei giuramenti, e noi invece (ἔξειμι pres ind 1a pl) usciamo, benchè non ci sia alcuna necessità da quelle che possediamo. Ma se (= ἤν =εἰ) Ma se ascolterete fino alla fine appoggiando il mio pensiero, io credo che tutti voi condannerete la grande sconsideratezza e la follia di coloro che ritengono che l'ingiustizia sia un guadagno e e di coloro che occupano le città con la forza le città altrui non calcolando le sventure che nascono da tali azioni. Dunque noi cercheremo/abbiamo cercato di spiegarvi queste cose attraverso tutto il [mio ] discorso. (traduzione letterale by Anna Maria Di Leo)
Versione tratta da Isocrate