Il barbiere dalla loquacità incorreggibile
versione greco Plutarco traduzione libro Ellenion
κουρεὺς δὲ καὶ τὴν ἐν Σικελίᾳ τῶν Ἀθηναίων μεγάλην κακοπραγίαν ἀπήγγειλε πρῶτος, ἐν Πειραιεῖ πυθόμενος οἰκέτου τινὸς τῶν ἀποδεδρακότων ἐκεῖθεν· εἶτ' ἀφεὶς τὸ ἐργαστήριον εἰς ἄστυ συνέτεινε δρόμῳ 'μή τις κῦδος ἄροιτο' τὸν λόγον εἰς τὴν πόλιν ἐμβαλών, 'ὁ δὲ δεύτερος ἔλθοι'. γενομένης δὲ ταραχῆς οἷον εἰκὸς εἰς ἐκκλησίαν ἀθροισθεὶς ὁ δῆμος ἐπὶ τὴν ἀρχὴν ἐβάδιζε τῆς φήμης. ἤγετ' οὖν ὁ κουρεὺς καὶ ἀνεκρίνετο, μηδὲ τοὔνομα τοῦ φράσαντος εἰδὼς ἀλλ' εἰς ἀνώνυμον καὶ ἄγνωστον ἀναφέρων τὴν ἀρχὴν πρόσωπον. ὀργὴ δὴ καὶ βοὴ τοῦ θεάτρου· 'βασάνιζε καὶ στρέβλου τὸν ἀλάστορα· πέπλασται ταῦτα καὶ συντέθεικε· τίς δ' ἄλλος ἤκουσε; τίς δ' ἐπίστευσεν; ' ἐκομίσθη τροχός, κατετάθη ὁ ἄνθρωπος. ἐν τούτῳ παρῆσαν οἱ τὴν συμφορὰν ἀπαγγέλλοντες, ἐξ αὐτοῦ τοῦ ἔργου διαπεφευγότες. ἐσκεδάσθησαν οὖν πάντες ἐπὶ τὰ οἰκεῖα πένθη, καταλιπόντες ἐν τῷ τροχῷ τὸν ἄθλιον ἐνδεδεμένον. ὀψὲ δὲ λυθεὶς ἤδη πρὸς ἑσπέραν ἠρώτα τὸν δήμιον, εἰ καὶ περὶ Νικίου τοῦ στρατηγοῦ, ὃν τρόπον ἀπόλωλεν, ἀκηκόασιν. οὕτως ἄμαχόν τι κακὸν καὶ ἀνουθέτητον ἡ συνήθεια ποιεῖ τὴν ἀδολεσχίαν.
. Ancora fu un barbiere colui, che portò la nuova novella della gran disfatta, che ebbero gli Ateniesi in Sicilia, il quale essendo stato il primo a sentirla nel porto Pireo da uno schiavo di uno, che con la fuga si era salvato, abbandonata la bottega di corsa, arrivò alla città, temendo che qualcuno gli togliesse l' onore di non essere il primo apportatore di una così dolorosa novella, e di arrivarvi tardi. Nacque grande sbigottimento nel popolo, come era verosimile, ed unitosi insieme, deliberò che fosse trovato l'autore di tale voce. Fu quindi picchiato il barbiere, ed interrogato, (e lui) rispondeva di non sapere il nome di colui da chi intesa l'aveva, ma ne conduceva l'inizio a persona sconosciuta. Il popolo adirato cominciò a gridare: "Lo si metta alla fune, e ai tormenti questo sciaurato. Questa è menzogna; chi altri l' ha sentita dire? E chi gli ha creduto?" Fu portata la ruota, e distesovi sopra quest'uomo. Eccoti comparire i veri apportatori di tanta rovina, scampati dalla sconfitta, e tutti si sparsero chi qua e chi là a piangere le proprie sventure, lasciando quell'infelice legato alla ruota e scioltolo ben tardi, e non prima che a sera, domandò il giustiziere, se aveano inteso com'era stato ucciso Nicia il generale dell'esercito disse: "tanto fa l uso diventar invincibile ed incurabile, il vizio del parlare troppo. "
Traduzione diversa da altro libro di testo
Uno straniero, che era sbarcato ( αποβας ) al Pireo e si era seduto da un barbiere, raccontava ( λογους εποιειτο ) a proposito degli avvenimenti, come se già gli Ateniesi sapessero tutto (ως των Αθηναιων ...εγνωκοτων ). Il barbiere allora, sentiti questi racconti, prima che altri ne venissero a conoscenza, direttosi verso la rocca ( il centro ) di corsa e dopo essersi presentato ai magistrati, riportò subito il racconto in piazza. Sorto allora un grande turbamento e tumulto, i magistrati, convocata l'assemblea, fecero introdurre l'uomo. E poichè, essendogli chiesto da chi l'avesse saputo, non aveva niente di sicuro da riferire ( φραζειν ), essendo sembrato essere un raccontatore di frottole e che turbasse la città, subì una tortura per molto tempo, finchè sopraggiunsero quelli che annunciavano i fatti, come (in realtà) erano ( ως ειχεν).