Ἀννίβας δὲ τοῖς μὲν ἱππεῦσιν ἀντέταξε τοὺς ἐλέφαντας, τῇ δὲ φάλαγγι τοὺς πεζούς· τοὺς δὲ ἱππέας ἐκέλευσεν... ἐς Κρεμῶνα διεσώθη φερόμενος. (Versione tratta da Appiano)
Annibale alla cavalleria oppose gli elefanti, la sua fanteria alla legione; ordinò alla cavalleria, di stare senza muoversi dietro gli elefanti finchè egli dia un segnale. Quando tutti erano alle mani, i cavalli dei romani, non sopportando gli elefanti né la loro vista né l'odore, fuggirono. La fanteria, quantunque sfinita dal freddo, dal fiume, dall'insonnia ed essendo anche fiacca, assaltava con coraggio le bestie e le ferivano, e di alcune tagliavano anche i nervi e già facevano piegare la fanteria. Annibale, accortosi, dava alla cavalleria il segnale di circondare i nemici. Quella dei romani si era appena dispersa a causa delle bestie e rimanendo i fanti, maltrattati, temendo di essere avvolti fuggivano ovunque verso i campi. Alcuni perirono colpiti dai cavalieri che rapidamente raggiunsero a piedi, altri portati via dal fiume; poiché il sole aveva sciolto la neve, il fiume scorreva in piena, anche non potevano né prendere piede a causa della sua profondità, né nuotare a causa delle loro armi. Scipione, che li seguiva esortandoli, fu ferito ed è stato quasi ucciso. Con grande difficoltà si salvò portandolo a Cremona.
(By Stuurm)