Συριττοντος Δαφνιδος το μεσημβρινον και των ποιμνιων σκιαζοντων, Η Χλοη ελανθανε κατανυσταζουσα... ειθε ιοιεν οι λυκοι εις το αυτους αρπαζειν". (Versione di greco da Longo Sofista)
Mentre a mezzogiorno Dafni suonava e custodiva il bestiame (le greggi), Cloe, addormentata, restava in disparte. Dafni, capendo ciò e riponendo la siringa (σῦριγξ -ιγγος), la rimirava tutta senza timore (come non avendo timore) e di nascosto diceva sottovoce: "I suoi occhi riposano placidi, la bocca soave emana profumo: questo dolce respiro è (simile) ai meli ed ai boschi fioriti. Ma io ho timore di baciarla: un bacio punge il cuore e fa desiderare come il miele nuovo; per baciarla io la risveglierei e non voglio risvegliarla. Le cicale che friniscono e che echeggiano non le permettono di svegliarsi dolcemente (ἐάω)". Ma anche i capri (κέρας - κέρατος) che combattono si percuotono con le corna. Oh se i lupi andassero a catturarli.
(By Geppetto)