Οι ποιηται οι βουλολικοι τον των βουκολων βιον αδουσιν, υγιη τε και μακαριον, καιπερ ουκ απονον οντα...
I poeti, quelli bucolici, cantano la vita sana e beata dei pastori, sebbene non sia esente da fatiche. Infatti i pastori allestiscono il recinto per il gregge, portano via il letame del cortile, preparano i carri (i tiri di animali). Ma e possibile per questi pastori (lett. Per questi che pascolano) cantare e il riposo* e declamare canti (μέλος -εος) con il flauto (σῦριγξ -ιγγος). In questi canti una volta Amarillide era (lett. è) ricoperto di fiori bianchi o è raffigurato con leggere esalazioni di vapore. Invece Galatea (viene rappresentata) con polvere di granelli di sale. I pastori una volta sono felici, un'altra invece si affliggono e definiscono l'amore dolce-amaro. Trovano scampo all'ombra in una grotta quando desiderano il fresco e alternativamente suonano con il flautano o (cantano) con la voce. E' possibile come premio o un piccolo paniere o un boccale o un bastoncino. Verso sera i pastori conducono il gregge al recinto colpendolo/sollecitando (gli animali) che indugiano. Mungono le femmine (del gregge) raccogliendo latte con i recipienti. Poi vanno a dormire stanchi ma allegri.
(By Vogue)
* non garantisco sull'esatta la traduzione di questa frase perché nel testo ci sono parti cancellate con il bianchetto.