Altea generò da Oimeo il figlio Meleagro. Quando questo aveva sette giorni le Moire vennero e annunciarono che Meleagro sarebbe morto quando il tizzone che bruciava nel focolare si fosse spento. Udito ciò Altea portò via il tizzone e lo depose in una cassa. Meleagro divenne un uomo invincibile e forte morì in questo modo. Oimeo sacrificando a tutti gli dei le primizie dei frutti che spuntavano ogni anno nella regione, dimenticò soltanto Artemide. Infatti questa essendo adirata fece venire un cinghiale di straordinaria grandezza e forza che impediva il raccolto e distruggeva le greggi e quelli in cui si imbatteva. Perciò. Oimeo fece chiamare i più valorosi (uomini) della Grecia e annunciò che avrebbe dato in pegno la pelle della bestia a colui che l'avrebbe uccisa. Ospitò Eneo quelli che erano arrivati per nove giorni al decimo (giorno), poiché Cefeo, Anceo e alcuni altri si rifiutavano di uscire (per andare) a caccia con una donna, Meleagro, seppure aveva come coniuge Cleopatra, figlia di Ida e Marpessa, volendo avere dei figli anche da Atalanta, li obbligò ad uscire a caccia con questa. Dopo che ebbero circondato il cinghiale, Ileo e Anceo furono uccisi dalla Fiera e Peleo colpì con la lancia involontariamente Euritione. Per prima Atalanta colpì il cinghiale con una freccia al dorso, e per secondo Anfiarao nel mezzo degliocchi. Meleagro poi, colpitolo al ventre, lo uccise e ottenuta la (sua) pelle la regalò ad Atalanta. Ma i figli di Testio, poiché disprezzavano il fatto che, pur essendo presenti uomini una donna avesse il premio, le tolsero la pelle dicendo che spettava a loro per nascita se Meleagro non avesse scelto di tenersela. Meleagro, allora, infuriatasi, uccise i figli di Testio, e regalò la pelle ad Atalanta. Altea, addolorata dalla morte dei fratelli, accese il fuoco al tizzone e (quindi) Meleagro morì immediatamente.

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