Ὁ Ἡρακλῆς εἰς Τίρυνθα ἀφικνεῖτο καὶ τὸ προσταττόμενον ὑπὸ Εὐρυσθέως ἐτέλει. Πρῶτον μὲν οὖν Εὐρυσθεὺς ἐπέταξεν αὐτῷ τοῦ Νεμέου λέοντος τὴν δορὰν κομίζειν·...καὶ πέμπων κήρυκα Κοπρέα ἐπέταττε τοὺς ἄθλους. (versione greco da Apollodoro)

Eracle arrivava (ἀφικνεῖτο imperfetto diἀφικνέομαι) a Tirinto e portava a compimento (ἐτέλει imperfetto di τελέω), ciò che gli era stato ordinato da Euristeo. Per prima cosa dunque Euristeo gli ordinò (ἐπέταξεν, ἐπιτάσσω aor ind att 3a sg) di prendere la pelle del leone Nemeo; questo era un animale invulnerabile nato da Tifone. Eracle giungeva a Nemea e dopo aver cercato il leone per prima cosa scagliò una freccia con l'arco ( τοξεύω); ma quando capiva che era invulnerabile, lo inseguiva tendendo in alto la clava. Rifugiatosi in una grotta a due aperture sbarrava (ἐνῳκοδόμησεν, ἐνοικοδομέω aor ind att 3a sg) una delle due entrate, invece attraverso l'altra si scagliava (ἐπεισήρχετο, imperfἐπεισέρχομαι) contro la belva e tratteneva la mano al collo strangolando finché lo soffocò (πνιγω). Essendosi Euristeo meravigliato del suo coraggio, gli impedì per il futuro di entrare in città, e gli ordinò di mostrare (δείκνῡμι) le fatiche davanti alle porte (della città). Si dice che avendo paura si nascose in una giara di bronzo che costruì sotto terra, e ordinava (a Eracle) le fatiche mandando(gli) Copreo come messaggero.
(By Vogue)

Ulteriore proposta di traduzione

Eracle andava a Tirinto perché doveva eseguire gli ordini di Euristeo. Allora Euristeo come prima cosa gli ordinò di conquistare la pelle del leone di Nemea: tale animale, generato da Tifone, era invulnerabile. Eracle allora si porta in Nemea e, dopo aver cercato il leone, in un primo tempo lo colpiva con un dardo; poi si ricordava che era invulnerabile, quindi, sollevata (ἀνατείνω) la clava, lo inseguiva. Rifugiatosi quello nella sua caverna a doppia entrata (ἀμφίστομος-ου), Eracle ostruì (ἐνοικοδομέω) una delle due entrate e, attraverso l'altra, affrontò la fiera e gli mise la mano al collo stringendo fino a che soffocò (πνίγω). Euristeo, stupito della sua forza, gli impedì (κωλύω) in seguito (τὸ λοιπόν) di entrare in città, gli comandò di spiegare le fatiche presso le porte. Si dice che, avendo paura (δίω), preparò per sé una botte di bronzo per nascondersi sotto terra e che ordinò le (altre) fatiche mandando messaggero Copreo.
(By Geppetto)