Εν Ταρσοις Κυρος και η στρατια εμενον· οι δε στρατιωται ουκ εφασαν ιεναι του προσω· υπωπτευον γαρ ιεναι επι βασιλεια και εφασαν ουκ επι τουτω μισθον λαμβανειν... και μετ' εμου πορευεσθε.
Ciro e l'esercito erano fermi a Tarso. I soldati non pensavano di procedere oltre. Sospettavano (imperf ὑποπτεύω) infatti di andare dal re e dicevano che non prendevano un compenso per questo. Per primo Clearco era costretto a mandare (ἵημι) là i soldati. Quelli colpivano con i sassi lui e I suoi animali da soma. Clearco ritenendo che quelli non potevano essere sottomessi con la forza radunava un'assemblea dei suoi soldati. In un primo momento piangeva e i soldati vedendolo si meravigliavano e stavano in silenzio; poi diceva questo: "Soldati, non meravigliatevi perché mi sento oppresso dalle circostanze presenti. Ciro per me era uno straniero che fuggiva dalla patria e (ἐτί̱μᾱ, τιμάω imperf ind 3a sg) ricompensava e dava diecimila darici [sono monete persiane]. Io non li spendevo ( κατετιθέμην imper mp 1a sing κατατίθημι) per me ma li spendevo per voi. Per prima cosa facendo guerra contro i Traci insieme a voi ottenevo vendetta per la Grecia. Dopo che Ciro [mi] chiamava, io dopo avervi preso, andavo, sperando che anche voi traeste un profitto. Per la qualcosa quindi obbedite e camminate.
(By Vogue)