Post Aesculapii mortem, Podalirius et Machaon, filii eius medicam artem professi sunt. Eorum opera valde Graecis profuit in bello Troiano cui ambo interfuerunt; Graecorum vulneribus enim egregie medebantur herbis et linamentis, sed cum in Graecorum castris pestilentia orta est, etiam Podalirius et Machaon coacti sun fateri contra tam gravem taetrumque morbum nullum remedium invenire posse. In Graecorum castris pestilentia diu saevit, donec postremo eius causa amota est. Agamennon enim, summus Graecorum dux, Apollinis iram excitaverat quod Chryseidem, filiam Crisae, Apollinis sacerdotis, in servitutem redegerat et apud se ut concubinam habuerat. Tantum cum Agamennon culpam suam confessus est se patri filiam Chryseidem redditurum (esse) pollicitus est, tum demum in Graecorum castris pestilentia finem habuit.
Dopo la morte di Esculapio, i suoi figli, Podalirio e Macaone, esercitarono l'arte della medicina. La loro opera giovò molto ai Greci nella guerra di Troia a cui parteciparono entrambi; infatti portarono egregiamente rimedio alle ferite dei Greci con le erbe ed i bendaggi, ma quando sorse nell'accampamento dei Greci la peste, anche Podalirio e Macaone furono costretti a confessare di non riuscire a trovare alcun rimedio contro una così grave e orrenda malattia. Nell'accampamento dei Greci la peste si accanì a lungo, finché alla fine fu rimossa la sua causa. Agamennone infatti, il più importante condottiero dei Greci, aveva eccitato l'ira di Apollo, perché aveva ridotto in schiavitù Criseide, figlia di Crisa, sacerdotessa di Apollo e la teneva presso di lui come concubina. soltanto quando Agamennone confessò la sua colpa promise che avrebbe consegnato la figlia Criseide al padre, appunto in quel momento la peste ebbe fine nell'accampamento dei Greci. (By Maria)