Regulus Romanorum consul in Africa Poenos pugnabat et in multis proeliis vincebat, at Poeni cum sociis Lacedaemoniis bellum contra Romanos renovabant et Regulus in proelio apud Tunetem vincebatur, Regulus a Poenis capitur. Deinde sacramentum dicit: "Ego legatus in patriam remeabo et vestros captivos liberabo, postea ad vos revertam." Mittitur ergo Romam, ubi multi Poeni captivi erant; in curia mandata exponit sed adicit: "Poenorum pacis condiiciones a me non probantur, nam vobis ignominiosae sunt, ergo captios nos non liberabimus! Ego autem iuramentum servabo, in Africam revertam sincerumque Romanorum animum Poenis ostendam." Et ita evenit: Regulus consul in Africam revertit et cunctis tormentis necatur: in arcam ligneam includitur, ubi clavi acuti undique eminent. Ibi vigiliis et saevo tormento nn multo post animam efflat.

Regolo, console dei Romani, combatteva in Africa contro i Cartaginesi, e vinceva in molti scontri, ma i Cartaginesi, insieme agli alleati Spartani, ristabilivano la guerra contro i Romani, e Regolo veniva sconfitto nella battaglia presso Tunete. Regolo viene catturato dai Cartaginesi. Allora pronuncia un giuramento: Io ritornerò in patria come portavoce, e libererò i vostri prigionieri, e poi ritornerò presso di voi. Dunque viene inviato a Roma, dove c’erano molti prigionieri Cartaginesi, nella curia illustra gli incarichi, ma aggiunge: le condizioni di pace dei Cartaginesi non sono approvate da me, infatti esse sono per noi vergognose, dunque noi non libereremo i prigionieri. Io invece manterrò il giuramento, ritornerò in Africa e mostrerò ai Cartaginesi lo schietto animo dei Romani. E così avviene: il console Regolo torna in Africa, e viene ucciso con tutti gli strumenti di tortura, viene rinchiuso in un baule di legno, dove chiodi appuntiti spuntano da tutte le parti. Lì, spira non molto tempo dopo, a causa delle veglie e della crudele tortura.