Milites legionis IX et X, ex Sicilia navibus onerariis profecti, cum iam non longe a portu Ruspinae abessent, conspicati naves Caesarianas, quae in statione apud Thapsum stabant, verĭti ne in adversariorum classem inciderent imprudentes, vela in altum dederunt, ac diu multum que iactati, tandem multis post diebus, siti inopiaque confecti, ad Caesarem pervenerunt. Gaetuli interim perfugae, qui cum litteris mandatisque a Caesare missi erant, ad suos cives pervenerunt. Quorum auctoritate adducti Caesarisque nomine confisi, a rege Iuba desciscunt celeriterque cuncti arma capiunt atque contra regem facere non timent. Quibus rebus cognitis, Iuba, timens ut satis tutus ab Gaetulorum insidiis esset, ex suis copiis, quas contra Caesarem adduxerat, sex cohortes in fines regni sui misit, quae essent praesidio contra Gaetulos. Caesar castra aggerĭbus munit. Interim circiter mille Gaetuli, ex regio equitatu nobilissimi, quorum patres cum Mario meruerant, occasione capta, nocte cum equis calonibusque suis profugiunt in Caesaris castra.

I soldati della nona e decima legione, partendo dalla Sicilia con le navi onerarie, quando ormai non erano lontano dal porto di Ruspina, scorgendo le navi Cesariane, che stavano in guardia presso Tapso, temendo di cadere nella flotta degli avversari imprudenti (riferito al sogg.), salparono verso l'alto, e gettati qua e là molto a lungo, alla fine dopo molti giorni, consumati dalla sete e dalla fame, giunsero da Cesare. Frattanto il popolo dei Getuli i disertori, che erano stati inviati da Cesare con una lettera e degli incarichi, giunsero presso i loro cittadini. Ridotti alla loro autorità e confidando nel nome di Cesare, si staccarono dal re Giuba e rapidamente presero le armi tutti quanti e non ebbero paura di agire contro il re. Sapute tali notizie, Giuba, temendo di non essere abbastanza sicuro dall'insidia dei Getuli, inviò tra le proprie milizie, che aveva condotto contro Cesare, sei coorti nei confini del proprio regno, per essere di presidio contro i Getuli. Cesare munì l'accampamento con i terrapieni. Frattanto all'incirca mille Getuli, i più nobili della cavalleria regale, i cui padri avevano prestato servizio militare con Mario, colta l'occasione, di notte si rifugiarono nell'accampamento di Cesare con i cavalli e i servi di soldati.
(by Maria D.)