Testo latino Post caedem Sabinorum, in magna gloria et in magnis opibus erat regnum Tulli. Tum in monte Albano evenit prodigium: crebri ceciderunt lapides. Romani igitur, haruspicum monitu, novendiale sacrum susceperunt. postea, propter pestilentiam, pigritia et taedium belli fuit; sed bellicosus rex quietem exercitui non dabat: nam militiam putabat utilem ad salutem corporum. Tandem rex, infausto eventu, in longinquum et gravem morbum cecidit. Tum animum et vultus ferociam demisit et repente magnis et parvis superstitionibus obnoxius fuit; religionem etiam populo iniecit et populus remeavit ad pacis statum regni Numae. Propter fulmen rex Tullius cum domo conflagravit post regnum gloriosum.
Traduzione Dopo la strage dei sabini era in grande gloria e opere il regno di Tullio. Allora sul monte Albano accadde un prodigio: caddero pesanti massi. I Romani, dunque, per monito degli aruspici, intrapresero il sacro novendiale. Dopo, per la pestilenza, ci fu la pigrizia e la noia della guerra, ma il bellicoso re non dava riposo all'esercito: infatti riteneva che la milizia fosse utile alla salute del corpo. Così il re, per l'infausto evento, morì per una lunga e grave malattia. Allora perse il feroce animo e volto e fu sottoposto all'improvviso a grandi e piccole superstizioni. Anche nel popolo infuse il senso religioso e il popolo ritornò al piccolo stato di Numa. A causa di un fulmine il Tullio bruciò con la casa, dopo un regno glorioso.