Iuppiter, quia ob hominum impietatem humanum genus delere statuerat, omnes deos ad concilium convocavit, propositum suum ostendit et «Ego - inquit - totum humanum genus delere statui, quod homines sceleribus suis etiam deorum potentiam temptant; quare cunctas terras ab imis fundamentis ad montium cacumina universo diluvio submergam. Vos me adiuvabitis». Statim Notus, caligine tectus, madidis alis ex antro evolavit: barba erat gravis nimbis, e capillis aqua fluebat, in fronte nebulae sedebant, alarum pinnae stillabant Notus nubes pressit et effusus imber in terram incidit. Neptunus, caeruleus lovis frater et aquarum deus, omnia flumina convocava, quae suas undas in terrae aequora effuderunt. Per apertos campos flumina irruerunt et secum arbores, pecudes, hominesque rapuerunt Aqua omnia tegebat, iam mare et tellus nullum discrimen habebant: undlque pontus erat.

Giove, visto che per l'empietà degli uomini aveva deciso di distruggere il genere umano, convocò tutti gli dèi in assemblea, notificò il suo intento e disse: "io ho deciso di sterminare tutta la specie degli uomini, perché gli uomini con le loro scellerataggini sfidano ancora la potenza degli dèi; per questo sommergerò tutte quante le terre dagli abissi fino alle cime dei monti con il diluvio universale. voi mi aiuterete". Subito il Noto, coperto di caligine, volò ad ali bagnate dall'antro: la barba era appesantita dalle nuvole, scorreva l'acqua dai capelli, sulla fronte sedevano le nubi, le penne delle ali cadevano goccia a goccia Noto schiacciò le nubi e la pioggia spandendosi cadeva sulla terra. Nettuno, il fratello ceruleo di Giove e dio delle acque, convocava tutti i fiumi, che sparsero le proprie acque sulla superficie terrestre. I fiumi irruppero per i campi aperti e rapirono con sè gli alberi, il bestiame e gli uomini. L'acqua ricopriva ogni cosa, ormai il mare e la terra non avevano alcuna separazione: c'era mare dappertutto. (By Maria D.)