Homines ut ferae in silvis et speluncis et nemoribus nascebantur ciboque agresti vescendo vitam exigebant. Interea quodam in loco tempestatibus et ventis arbores agitatae et inter se terentes ramos ignem excitaverunt: eius flamma vehementi perterriti, qui circa eum locum fuerunt, sunt fugati. Postea, re quieta propius accedentes, cum animadvertissent commoditatem esse magnam corporibus ignis teporem, ligna adicientes et ignem conservantes alios adducebant et nutu monstrantres ostendebant utilitates, quas haberent ex eo. In eo hominum congressu cum profundebantur aliter et aliter voces, cotidiana consuetudine vocabula, ut optigerant, constituerunt, deinde significando res saepius in usu ex eventu fortuito fari coeperunt et ita sermones inter se procreaverunt.

Gli esseri umani nascevano come animali nelle foreste, nelle grotte e nei boschi e conducevano la loro vita nutrendosi di cibo selvatico. Frattanto in un certo luogo gli alberi venivano mossi dai venti e dalle tempeste e sfregando i rami tra di loro divamparono il fuoco: coloro che si trovarono intorno a quel luogo, spaventati dalla sua forte fiamma, fuggirono. Poi, tranquillizzatasi la cosa avvicinandosi essendosi accorti che il tepore del fuoco era una grande utilità per i corpi, mettendo in aggiunta le fascine e conservando il fuoco conducevano gli altri e indicando con un cenno mostravano i vantaggi, che avrebbero avuto da ciò. In tale adunanza di uomini quando in un modo e nell'altro le voci si diffusero, in base alla consuetudine quotidiana, come capitava, costituirono i vocaboli, poi indicando con un segno iniziarono a pronunciare dall'evento fortuito le cose più spesso in uso e così generarono i discorsi tra di loro.
(By Maria D. )

Versione tratta da Vitruvio