Postquam miles lupus factus est ululare coepit et in silvam confugit: ego stabam tamquam mortuus. Quis mori («morire») timore potest, nisi ego? Gladium tamen strinxi et – matavitatau («zac! zac! zac!») – omnes umbras lemuresque, a quibus («da cui», abl. m. plur. ) circumdabar, cecdi, donec ad villam amicae meae Melissae perveni. Velut larva intravi, paene animam ebullivi, oculi extra caveas («orbite») erant. Melissa mea sollicita atque terrĭta («spaventata») ex me quaesivit: «Quid tibi accĭdit? Cur tam sero pervenisti? Lupus – inquit – in villam intravit, omnia pecora laniavit et fugit, a servus noster lancea collum eius traiecit». Cum eam audivi, domo discessi et ad eum locum contendi ubi miles vestimenta sua reliquerat («aveva lasciato»), sed ibi nihil («niente») nisi vulneris sanguinem inveni. Domum igitur reverti et – ecce: miles in lecto iacebat et medicus collum eius curabat. Tum tandem intellexi: miles versipellis erat nec ego postea cum eo panem gustare potui!

Dopo che il soldato divenne un lupo, iniziò ad ululare e fuggì nella selva: io stavo come tramortito. Chi potrebbe morire di paura, se non io? Tuttavia strinsi la spada "zac zac, zac" colpii tutte le ombre ed i fantasmi, da cui ero circondato, finchè giunsi presso la villa della mia amica Melissa. Entrai come uno spettro, esalai quasi l'anima, gli occhi erano fuori dalle orbite. La mia Melissa era preoccupata e spaventata mi chiese: "cosa ti è successo? Perché sei giunto così tardi? Disse "il lupo è entrato nella villa, ha dilaniato tutte le pecore ed è fuggito, il nostro servo ha trafitto il collo di questo con la lancia". Quando l'ebbi ascoltata, mi allontanai da casa e mi diressi verso quel luogo dove il soldato aveva lasciato le sue impronte, ma lì non trovai niente se non il sangue della ferita. Ritornai dunque a casa e ecco: il soldato giaceva sul letto e il medico curava il suo collo. Allora alla fine compresi: ilsoldato era il lupo mannaro e io non potei gustare poi il pane con lui!
(By Maria D. )