Canace iacet tumulata in hoc sepulchro, cui ultima septima hiems venit. «Ah scelus, ah facinus!». Tu qui velis flere, viator, non licet hic de brevitate vitae queri: tristius est leto leti genus: horrida lues vultus abstulit et sedit in tenero ore, et crudeles morbi ederunt ipsa oscula. Mors properavit claudere iter vocis blandae, ne lingua posset duras deas flectere.
Canace giace tumulata in questo sepolcro, alla quale giunse l'ultimo settimo inverno ah malvagità, ah misfatto. Tu che vorresti piangere, viandante, non ti è permesso lamentarti a questo punto sulla brevità della vita: è più triste della morte il tipo di morte: un'orribile piaga ha spento il suo volto e ha posto sede sulla tenera bocca, e le crudeli malattie divorarono gli stessi baci. La morte si affrettò a chiudere il percorso della voce carezzevole, affinché la lingua non potesse commuovere le parche.
(By Maria D. )