Ego Appium, ut saepe tecum locutus sum, valde diligo meque ab eo diligi statim coeptum esse, postquam simultatem deposuimus, sensi. Nam et honorificus in me consul fuit et suavis amicus. Mea vero officia ei non defuisse tu es testis et – mehercule- etiam pluris eum feci quod («per il fatto che») te amari ab eo sensi. Iam me Pompei totum esse scis, Brutum a me amari intellegis. Quid est causae cur ego non diligam Appium, hominem florentem aetate, opibus, honoribus, ingenio, liberis, propinquis, adfinibus, amicis, collegam meum? Haec tibi scribo quod significabant tuae litterae te me fallit quid cogitare possis. Falsum est, mihi crede, si quid audisti (= audivisti). Genus institutorum et rationum mearum dissimilitudinem nonnullam habet cum illius administratione provinciae. Ex eo quidam suspicati fortasse sunt animorum contentione, non opinionum dissensione me ab eo discrepare. Nihil autem feci umquam neque dixi contra illius existimationem.

Io, come spesso ho parlato con te, stimo molto Appio e ho percepito che lui iniziò subito ad apprezzarmi, dopo che abbiamo accantonato il disaccordo. Infatti fu per me console onorifico e un dolce amico. In verità tu sei testimone che i miei doveri non gli mancarono e per Ercole feci per lui anche di più per il fatto che costatavo che tu eri amato da lui. Sai che ormai io sono totalmente di Pompeo, comprendi che Bruto è amato da me. Qual è il motivo (cosa c'è alla causa?) perché io non dovrei apprezzare Appio, uomo fiorente per età, di mezzi, di onori, d'ingegno, di figli, di parenti, di persone affini, di amici, mio collega? Ti scrivo tali cose perché la tua lettera simboleggia te m'inganni su cosa potresti pensare. Non è vero, credimi, se hai udito qualcosa. Il genere delle mie decisioni e delle mie ragioni non hanno alcuna discrepanza con l'amministrazione di quella provincia. Alcuni forse sospettarono da quella tensione di animi, non dal disaccordo di opinioni che io ero diverso da lui. Ma non ho fatto mai nulla e né ho parlato contro la stima di costui.
(By Maria D)

Versione tratta da Cicerone