Venit hiems. Caelum obscuris nubibus impletur et densi imbres in agros effiinduntur. Arbores ramos sine foliis tamquam brachia nuda caelo ostentant. Interdum nix cadit et non modo colles sed etiam valles tamquam albo pallio teguntur. Ferae omnes in latibulis frigora vitant; vix rarae aves volitant et cibum quaerunt. Saepe ad focum sedetur, quia membra, rigentia firigore, flammarum calore refoventur. Pueri interim per agros cursant vel simulacra ex nive fingunt sed vespere, ludo defessi, iucundas audiunt fabellas quae  ab avia narrantur.

Giunge l'inverno. Il cielo si riempie di nuvole scure ed abbondanti piogge si riversano sui campi. Gli alberi mostrano al cielo come braccia nude i rami senza foglie. A volte cade la neve e sono ricoperti come da un bianco mantello non solo i colli ma anche le valli. Tutte le fiere schivano la stagione fredda nelle tane; a stento pochi uccelli volano e cercano cibo. Spesso ci si siede presso il focolare, perchè le membra, irrigidite dal freddo, si riscaldino con il calore delle fiamme. Intanto i fanciulli corrono qua e là per i campi o costruiscono pupazzi di neve ma a sera, spossati dal gioco, ascoltano le piacevoli favole che vengono narrate dalla nonna (by Maria D.)